
Un investimento mirato per ridisegnare il rapporto tra scuola, competenze e lavoro.
Il governo regionale intercetta le risorse della riforma nazionale e apre la strada a un nuovo modello di formazione tecnico-professionale diffusa.
Dal ministero 1,3 milioni per il campus della filiera tecnologica
Via libera dal ministero dell’Istruzione e del Merito a un finanziamento da 1,3 milioni di euro destinato alla redazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) di un campus della filiera tecnologico‑professionale in Sicilia.
Un primo passo concreto che segna l’avvio operativo del modello 4+2, introdotto con la riforma dell’istruzione tecnico‑professionale voluta dal ministro Giuseppe Valditara.
Le sedi del campus saranno diffuse nelle province di Palermo, Trapani, Catania ed Enna, disegnando una rete territoriale pensata per superare la frammentazione dell’offerta formativa.
Il modello 4+2 e il legame diretto con il lavoro
La riforma punta a rafforzare il collegamento strutturale tra istruzione secondaria, formazione professionale e sistema produttivo.
Il modello 4+2 prevede percorsi più flessibili e professionalizzanti, con una forte integrazione tra scuole, Its Academy e imprese.
L’obiettivo è chiaro: ridurre il divario tra competenze richieste dal mercato e competenze realmente possedute dai giovani.
Turano: «La Sicilia coglie le opportunità della riforma»
«Nei mesi scorsi la Regione Siciliana, grazie all’impegno del governo Schifani, ha partecipato all’avviso del ministero con un progetto di partenariato pubblico‑privato, finalizzato a potenziare il sistema formativo siciliano», spiega l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano.
La dichiarazione arriva al termine di una riunione con i partner del progetto svoltasi nei locali dell’assessorato a Palermo.
Secondo Turano, il finanziamento consentirà di avviare la fase decisiva di progettazione di un’infrastruttura formativa strategica per l’Isola.
Un progetto da 24 milioni e un arcipelago della conoscenza
La redazione del Pfte rappresenta il passaggio preliminare verso il progetto esecutivo del campus, il cui valore complessivo è stimato in 24 milioni di euro.
Una volta realizzato, il campus dovrebbe rendere l’offerta formativa siciliana più coerente con i fabbisogni del sistema Paese, facilitando l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e favorendo una maggiore stabilità occupazionale.
«L’idea di fondo è creare un vero e proprio arcipelago della conoscenza, con sedi diffuse in quattro province, capace di erogare servizi accessibili agli studenti degli Its e del sistema scolastico regionale», sottolinea l’assessore.
Campus come hub tra scuola, imprese e territori
I campus previsti dalla riforma non saranno semplici edifici scolastici.
Si tratta di spazi multifunzionali al servizio dell’intera filiera formativa, in cui istituti tecnici e professionali, Its Academy e agenzie formative collaboreranno in modo strutturato con il mondo del lavoro.
L’obiettivo è incentivare una connessione stabile tra istruzione, tessuto economico e sviluppo sociale, contribuendo a rendere la Sicilia più attrattiva anche sul piano delle competenze tecnologiche.
Una scommessa strategica per l’innovazione in Sicilia
Il finanziamento da 1,3 milioni non risolve da solo i nodi storici della formazione tecnica nell’Isola.
Ma rappresenta un segnale politico e operativo: la volontà di agganciare le riforme nazionali e trasformarle in infrastrutture reali, capaci di incidere sul futuro occupazionale dei giovani siciliani.
La sfida, adesso, sarà passare rapidamente dalla progettazione alla realizzazione, evitando che anche questa occasione resti impigliata nelle sabbie mobili della burocrazia.










