
Enna si conferma laboratorio avanzato di riflessione e sperimentazione sulle grandi sfide ambientali che attraversano il Mediterraneo. Il 28 gennaio 2026, l’Università Kore ha ospitato un confronto di alto profilo dedicato alla gestione della risorsa idrica in un contesto segnato da siccità strutturale e cambiamento climatico, mettendo al centro il ruolo della ricerca scientifica e delle tecnologie innovative.
L’iniziativa, promossa da WaterFrontLab in collaborazione con la Fondazione RETURN, rientra in un più ampio percorso di trasferimento delle conoscenze sui rischi naturali e sugli effetti dei mutamenti climatici, con l’obiettivo di collegare mondo accademico, istituzioni, imprese e operatori del territorio.
Un territorio simbolo della crisi idrica
La scelta di Enna non è casuale. La Sicilia centrale è tra le aree più esposte alla riduzione delle precipitazioni e all’aumento delle temperature, fattori che incidono direttamente sulla disponibilità d’acqua per l’agricoltura, gli ecosistemi e le attività produttive. Qui la gestione della risorsa idrica non è solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale.
Durante i lavori è stato più volte sottolineato come, mentre in altre aree del Paese si affrontano problemi legati all’eccesso d’acqua e al rischio idrogeologico, nel Sud e in Sicilia la vera emergenza sia la scarsità idrica, destinata ad accentuarsi nei prossimi decenni.
Ricerca scientifica e soluzioni tecnologiche
Il confronto ha messo in evidenza la necessità di superare approcci emergenziali per adottare strategie strutturali, fondate su dati scientifici, modelli previsionali e innovazione tecnologica. Al centro del dibattito, il ruolo delle università e dei centri di ricerca nel fornire strumenti concreti per una gestione più efficiente dell’acqua.
Tra i temi affrontati:
l’equilibrio tra siccità ed eventi estremi, sempre più frequenti;
l’uso di tecnologie digitali per il monitoraggio delle risorse idriche;
l’adozione di sistemi di micro‑irrigazione e irrigazione di precisione;
lo sviluppo di materiali e soluzioni capaci di ridurre sprechi e dispersioni.
Particolare attenzione è stata riservata al trasferimento tecnologico verso il mondo produttivo, affinché le conoscenze scientifiche possano tradursi in pratiche operative applicabili sul territorio.
Agricoltura, imprese e gestione dell’acqua
Uno dei nodi centrali emersi riguarda l’agricoltura, settore strategico per l’economia siciliana e tra i più colpiti dalla scarsità idrica. La gestione efficiente dell’acqua è stata indicata come fattore chiave per la competitività delle aziende agricole, chiamate a confrontarsi con costi crescenti e rese sempre più incerte.
Nel corso dell’incontro sono state presentate esperienze e modelli di collaborazione tra consorzi irrigui, imprese e centri di ricerca, con l’obiettivo di migliorare la programmazione delle risorse e ridurre la vulnerabilità dei sistemi produttivi locali.
Dal confronto teorico all’osservazione sul campo
L’evento si è arricchito anche di un momento di osservazione diretta sul territorio, con una visita al Lago di Pergusa, uno dei bacini più rappresentativi delle criticità ambientali della Sicilia interna. Un’occasione per collegare l’analisi scientifica alla realtà concreta e per riflettere sugli effetti tangibili dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi naturali.
Prospettive economiche e governance dell’acqua
Accanto agli aspetti scientifici e tecnologici, il confronto ha toccato anche il tema delle politiche pubbliche e delle opportunità economiche legate alla transizione ecologica. La gestione dell’acqua è stata indicata come uno dei campi in cui investimenti mirati, programmazione e innovazione possono generare benefici duraturi, sia in termini ambientali sia di sviluppo locale.
L’approccio emerso è quello di una governance integrata, capace di mettere in rete competenze, dati, tecnologie e risorse finanziarie, superando la frammentazione che spesso ha caratterizzato la gestione idrica in Sicilia.
Una sfida decisiva per il futuro dell’Isola
L’incontro di Enna ha ribadito come la questione dell’acqua rappresenti una delle sfide decisive per il futuro della Sicilia. Affrontarla significa investire in conoscenza, innovazione e cooperazione, trasformando una criticità strutturale in un’occasione di crescita e modernizzazione.
In questo senso, il dialogo avviato tra ricerca, imprese e istituzioni indica una possibile strada per rendere il territorio più resiliente, competitivo e preparato ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico.











