
La bioraffineria di Priolo non sarà più solo un progetto di Eni. Il capitale per una fabbrica che abbia una capacità di 500 mila tonnellate/anno e un’ampia flessibilità operativa per la produzione HVO-diesel o di SAF-biojet saranno anche di Q8.
L’annuncio è della stessa Eni che comunica l'approvazione del Consiglio di Amministrazione di Eni e di Kuwait Petroleum Corporation, a seguito dell'offerta vincolante presentata da Q8.
Una partnership che si ripropone tra le due aziende come già avvenuto a Milazzo dal 1996.
Il riferimento è all’accordo firmato a marzo 2025 al ministero delle Imprese e del Made in Italy per il piano di trasformazione del sito industriale di Priolo, annunciato da Eni nell’ottobre 2024.
In pratica è la riconversione della fabbrica in “un progetto più sostenibile e di lungo termine, supportando al contempo gli obiettivi di Eni e di Enilive, che prevedono una capacità di bioraffinazione di 5 milioni di tonnellate/anno entro il 2030”, si legge nel comunicato di Eni.
Dall’azienda spiegano che “il progetto si avvarrà della consolidata esperienza industriale dei due partner e beneficerà delle competenze specifiche tecnico-operative di Eni nell’applicazione della tecnologia Ecofining™, che consente di trasformare scarti e residui e oli vegetali in biocarburanti utilizzabili anche in purezza al 100%”.
Quindi “le nuove produzioni di biocarburanti per il trasporto su strada, marino e aereo contribuiranno, in linea con gli obiettivi UE, a ridurre le emissioni di gas effetto serra di almeno il 65% rispetto al mix fossile di riferimento”.
La conclusione dell’iter autorizzativo, la definizione degli accordi di dettaglio e dei lavori di costruzione è prevista entro la fine del 2028. Poi si potrà partire con la produzione.
Quello per Priolo è un piano che secondo Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation di Eni, “dimostra di essere solido e sostenibile e testimonia la validità della visione di lungo termine che prevede la riconversione delle attività della chimica di base in perdita strutturale in nuove attività competitive e che puntano verso una maggiore sostenibilità, concorrendo agli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti”.
Un’occasione che da Q8 non vogliono lasciarsi scappare dato che si dice “fortemente determinata a conseguire gli obiettivi strategici dei nostri azionisti e a diversificare il nostro portafoglio in linea con la visione di lungo periodo di KPC. Il nostro impegno è quello di consolidarci come uno dei principali fornitori di soluzioni di mobilità sostenibile per i clienti del mercato europeo nei prossimi anni”.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l'ha definita "una scelta industriale strategica di grande valore per il polo di Priolo e per l'intera Sicilia". Inoltre ha ribadito che “La nuova bioraffineria rafforzerà occupazione, competitività e riconversione sostenibile di un sito industriale storico”.
Intanto il sindacato UGL chiede un incontro al MIMIT per capire meglio lo stato dei fatti. Si dicono “fiduciosi”, ma reputano anche “necessario” un approfondimento "per garantire certezze su prospettive industriali e tutele per lavoratrici e lavoratori e per l’indotto”. Dichiarano congiuntamente Eliseo Fiorin, segretario nazionale l’UGL Chimici, e Andrea Alario, coordinatore nazionale settore Energia e Petrolio.










