
Il governo ci riprova e in tema caro carburanti ha deciso di prorogare “la decisione già adottata dall'ultimo Consiglio dei ministri”, come afferma il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.
Parliamo quindi di 17 centesimi per il solo gasolio.
L’idea annunciata è quella di una soluzione tampone in attesa di “un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”.
E non si guarda solo al prezzo della benzina, c’è anche l’energia.
Secondo quanto annunciato da Tajani si sta lavorando alla cosiddetta Net, ovvero la clausola di salvaguardia "cioè per tutte le proposte che dovremo fare alla Commissione europea, grazie allo scostamento che abbiamo ottenuto, grazie alla possibilità di poter utilizzare questi 14 miliardi”.
Il vicepremier si dice fiducioso di riuscire ad abbassare i costi energetici per famiglie e imprese.
Intanto però, proprio queste stanno pagando da mesi prezzi sempre più alti a fronte, soprattutto per le famiglie, di stipendi sempre uguali.
Una vera stangata che fa i conti anche con le ferie estive come sottolinea Confesercenti che parla di un aumento del 21% del costo dei rifornimenti tra luglio e agosto rispetto allo scorso anno.
Secondo le stime dell’Ufficio economico Confesercenti su dati MIMIT si tratta di 1,8 miliardi di euro in più.
“Nell’estate 2025 la benzina si attestava intorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro.
Ad agosto 2026 la media viaggia invece intorno ai 2 euro per la benzina e oltre questa soglia per il diesel, scrivono da Confesercenti -.
L’ultima rilevazione MIMIT del 23 agosto, sulla rete stradale in modalità self, indica 2,010 euro al litro per la benzina e 2,130 per il gasolio.
Tradotto in un pieno da 50 litri, significa circa 14 euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel”.
Senza l’intervento pubblico, il conto per gli automobilisti sarebbe stato ancora più pesante, ma non basta e l’associazione chiede interventi strutturali.
“Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso”, commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”.










