Articolo pubblicato nell'edizione caratacea di agosto di SudPress

Non sono bastati oltre 20 anni perché la provincia di Catania avesse un gestore unico per il servizio idrico cittadino.
Una prescrizione di legge che non solo non viene applicata nella provincia etnea, addirittura fa passi indietro.
L'Assemblea Territoriale Idrica (ATI) di Catania, rappresentata dai sindaci, ha approvato la risoluzione del contratto con SIE, Servizi Idrici Etnei, la società che avrebbe dovuto occuparsi del servizio idrico nei 58 comuni della provincia di Catania.
L’accusa è: gravi inadempienze.
Che tra le parti non corra buon sangue è cosa nota e così le accuse si rimpallano.
Secondo SIE, infatti, l'ATI non avrebbe approvato alcuni atti fondamentali per consentire la piena operatività della concessione. Atti fondamentali come il Piano Economico Finanziario (PEF), lo sviluppo tariffario e i cosiddetti valori di subentro.
Una situazione che molto probabilmente, come già avvenuto in passato, si risolverà a suon di carte bollate e ricorsi in tribunale. Il passaggio al gestore unico è obbligato, ma le modalità rimangono poco chiare.
A pagare le conseguenze dello scontro, intanto, sono gli utenti.
Il comitato cittadino di Motta Sant'Anastasia ha inviato una petizione al prefetto Pietro Signoriello denunciando bollette ritenute non congrue rispetto ai consumi reali, con aumenti che arriverebbero fino al 400%.
La risoluzione è stata approvata il 30 giugno.
Nelle stesse ore il presidente di ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, Nicola Dell’Acqua, presenta la Relazione annuale sullo stato dei servizi.
La coincidenza non è soltanto temporale.
Quanto accade in provincia è proprio lo scenario descritto da ARERA che indica Sicilia e Campania come le aree dove gli affidamenti al gestore unico continuano a rimanere impantanati tra gestioni in scadenza e contenziosi. Il nodo individuato dal presidente Dell’Acqua sta nella a governance appunto. Una situazione che blocca la capacità di programmare gli investimenti.
Leggi anche

Acqua, ARERA: Sicilia tra i casi più critici. A Catania si complica il percorso del gestore unico










