
Organizzazione, controlli e collaborazione istituzionale fanno del vasto polo agroalimentare siciliano un esempio concreto di sostenibilità.
Il MAAS di Catania raggiunge nel luglio 2026 il 97,5% di raccolta differenziata, trasformando la gestione dei rifiuti in uno degli assi strategici della propria organizzazione.
Il dato, comunicato dalla governance del mercato, assume particolare rilievo considerando le dimensioni e la complessità della struttura, attraversata quotidianamente da prodotti agroalimentari, imballaggi, automezzi e consistenti quantità di materiali di scarto.
Non si tratta soltanto di separare correttamente i rifiuti.
La vera sfida è trasformare ciò che viene eliminato in una risorsa nuovamente utilizzabile, riducendo il conferimento in discarica e i relativi costi ambientali ed economici.
Il MAAS di Catania raggiunge il 97,5% di raccolta differenziata
Un mercato agroalimentare è una realtà molto più complessa di un normale insediamento commerciale.
Ogni giorno produce materiali organici, legno, plastica, carta, cartone e imballaggi derivanti dalle attività di movimentazione, conservazione e distribuzione delle merci.
Raggiungere una percentuale del 97,5% significa avere costruito un sistema capace di coinvolgere amministrazione, operatori economici e società incaricata della raccolta.
Il risultato premia, secondo quanto riferisce il MAAS, una strategia fondata su organizzazione, controlli puntuali e responsabilità condivisa.
Per una struttura di queste dimensioni, infatti, basta il conferimento sbagliato di pochi operatori per compromettere la qualità di intere frazioni di rifiuti.
La percentuale ottenuta a luglio proietta così il polo catanese tra le esperienze più significative nella gestione ambientale applicata ai mercati agroalimentari.
Dalla separazione dei rifiuti alla loro valorizzazione
La raccolta differenziata rappresenta però soltanto il primo passaggio.
Il valore ambientale del sistema dipende anche dalla quantità di materiali effettivamente avviati al riciclo, recupero o riutilizzo.
È su questo terreno che il MAAS intende concentrare la prossima fase della propria strategia.
Il salto di qualità consisterà nel misurare non soltanto quanto viene correttamente separato, ma anche quanto torna concretamente nei processi produttivi.
È questa la differenza tra una buona gestione dei rifiuti e un autentico modello di economia circolare.
Zappia: “Un risultato che premia il lavoro di tutti”

Il presidente del Consiglio di amministrazione del MAAS, Emanuele Zappia, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto.
«Raggiungere il 97,5% di raccolta differenziata in una struttura articolata come il MAAS ci rende profondamente orgogliosi», dichiara il presidente.
Zappia attribuisce il traguardo a un lavoro costante e a un’organizzazione che ha coinvolto l’intera comunità del mercato.
Un riconoscimento particolare viene rivolto al direttore Mario Indaco, indicato come figura determinante per il presidio quotidiano della galleria e per il controllo delle attività operative.
Il presidente ringrazia anche il Consiglio di amministrazione, gli operatori del mercato e la nuova società incaricata del servizio di raccolta, IGM.
«Abbiamo raggiunto una tappa importante, ma esistono ancora margini di miglioramento, soprattutto nella valorizzazione dei rifiuti», precisa Zappia.
Una puntualizzazione non secondaria.
Il dato percentuale è certamente rilevante, ma dovrà essere accompagnato dalla verifica delle quantità prodotte, delle singole frazioni raccolte e della loro effettiva destinazione.
La trasparenza di questi numeri consentirebbe al MAAS di rendere il proprio modello non soltanto virtuoso, ma anche misurabile e replicabile.
Un nuovo confronto con il Comune di Catania
Per consolidare il risultato, il presidente del MAAS annuncia la richiesta di un incontro con il Comune di Catania.
L’obiettivo è individuare nuove azioni capaci di avvicinare la struttura al pieno recupero dei materiali.
Il confronto partirà dall’accordo già esistente per il ritiro e il conferimento dei rifiuti e potrà riguardare il miglioramento dei servizi, la prevenzione degli errori e la sensibilizzazione degli operatori.
La collaborazione istituzionale potrebbe inoltre favorire l’introduzione di sistemi di tracciamento delle diverse frazioni e la pubblicazione periodica dei risultati.
Solo attraverso dati verificabili sarà possibile comprendere quanto il risultato incida realmente sulla riduzione dei costi, delle emissioni e del ricorso alla discarica.
Perché il modello MAAS è importante per il sistema agroalimentare
I grandi mercati non sono soltanto luoghi nei quali transitano merci.
Sono snodi della logistica e della distribuzione capaci di influenzare comportamenti, consumi e modelli produttivi.
La gestione sostenibile dei rifiuti può quindi generare effetti che vanno oltre i confini fisici del polo catanese.
Può spingere fornitori e operatori a ridurre gli imballaggi, favorire il recupero delle eccedenze alimentari e diffondere una maggiore attenzione nell’utilizzo delle risorse.
Il 97,5% di raccolta differenziata dimostra che anche una struttura complessa può ottenere risultati elevati quando responsabilità, controlli e organizzazione procedono nella stessa direzione.
Adesso il MAAS dovrà affrontare la prova più impegnativa: mantenere stabilmente la percentuale raggiunta e trasformare ogni frazione separata in materiale effettivamente recuperato.
È questa la strada che può fare del polo agroalimentare catanese un vero modello siciliano di economia circolare, capace di coniugare sviluppo, innovazione e tutela dell’ambiente.










