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Un totem digitale, un tavolo multitouch interattivo, una teca olografica e sei visori per la realtà virtuale e aumentata entrano a far parte del percorso del Museo Civico del Castello Normanno di Aci Castello.
Le nuove installazioni affiancano l'allestimento tradizionale e permettono ai visitatori di consultare ricostruzioni virtuali, contenuti multimediali e approfondimenti sulla storia del sito e delle collezioni museali.
Chi, quando e come
L'intervento rientra nel progetto Castellum, realizzato dalla Fondazione Samothrace nell'ambito del Pillar Cultural Heritage dell'Ecosistema dell'Innovazione Samothrace, finanziato con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
È il risultato di quattro anni di attività di ricerca che hanno trasformato il maniero in un Living Lab dedicato alla sperimentazione di tecnologie applicate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale.
Le nuove infrastrutture tecnologiche sono destinate a entrare stabilmente nel percorso di visita del museo.
Il progetto è stato coordinato dalle professoresse Delia Chillura Martino dell'Università di Palermo e Anna Gueli dell'Università di Catania e ha coinvolto università, enti di ricerca e Meridionale Impianti e Xenia Progetti con l'obiettivo di sviluppare tecnologie per la documentazione, la diagnostica, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale.
Non solo nuove installazioni
La digitalizzazione del percorso non si limita alle nuove installazioni.
Per Castellum sono stati sviluppati contenuti che accompagnano la visita: un serious game dedicato alla scoperta del Castello Normanno, un tour virtuale del complesso monumentale e un'esperienza che consente di entrare all'interno di un'opera del pittore Jean Calogero.
Il percorso è completato da contenuti multimediali dedicati alla storia del sito e delle collezioni museali.
Uno spazio è stato riservato anche all'accessibilità
Il nuovo percorso comprende stampe 3D di alcuni reperti esposti, video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), pannelli digitali descrittivi e strumenti progettati per ampliare le modalità di visita.
Alla realizzazione del Living Lab hanno lavorato ricercatori dell'Università di Catania, giovani studiosi e dottorandi dell'Ecosistema Samothrace insieme ai tecnici delle aziende partner.
Il progetto ha riunito competenze che spaziano dall'archeologia alla fisica, dall'informatica all'ingegneria, fino alla computer vision, alla realtà virtuale, alla diagnostica e alla comunicazione del patrimonio culturale.
“Luogo vivo, accessibile e inclusivo”
“Le nuove infrastrutture tecnologiche entreranno stabilmente a far parte del percorso di visita", ha dichiarato il presidente della Fondazione Samothrace, Salvo Baglio.
”Dietro Castellum c'è il lavoro di un ampio gruppo interdisciplinare di ricercatrici e ricercatori.
Abbiamo voluto abbattere il confine tra ricerca e territorio, costruendo un sistema nel quale i contesti diventano parte attiva dell'ecosistema attraverso un confronto costante con le comunità coinvolte".
“Offrire ai cittadini, ai visitatori e alle giovani generazioni il nostro monumento più rappresentativo in una veste così innovativa significa coniugare l'inestimabile valore della nostra storia e della nostra identità con i linguaggi del futuro”, ha affermato il sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra.
“Un luogo vivo, accessibile e inclusivo, nel quale la tecnologia è al servizio della cultura e della valorizzazione del territorio”.










