
La Sicilia produce sempre più energia da fonti rinnovabili, ma la sfida dei prossimi anni non sarà soltanto aumentare la capacità installata.
Sarà riuscire a gestire quella produzione, integrandola con una rete in grado di sostenerla e con tecnologie capaci di evitare dispersioni.
È questo il tema che emerge dal disegno di legge sulla transizione energetica in discussione all'Assemblea regionale siciliana: un provvedimento che mette al centro la programmazione del sistema energetico, i sistemi di accumulo e la diversificazione delle fonti.
L'assessore all'Energia Francesco Colianni: "Il mio intervento in Aula all’ARS sul disegno di legge in materia di transizione energetica, sistemi di accumulo e aree idonee, di cui sono proponente insieme alla Commissione Ambiente, che ringrazio per il proficuo lavoro svolto.
Stiamo mettendo in campo una norma che introdurrà innovazioni anche a livello nazionale, in cui la Sicilia rivendica il suo ruolo da protagonista nella transizione energetica, guardando in particolare al costo dell’energia e all’ottenimento di una propria tariffa zonale, come previsto dalle direttive comunitarie.
Ad Maiora."
Clima e bollette
«La transizione energetica va governata e va certamente pianificata», ha detto l'assessore regionale all'Energia Francesco Colianni intervenendo in Aula. Due gli obiettivi indicati: la risposta ai cambiamenti climatici e l'ottimizzazione del costo dell'energia.
Una questione che arriva in una fase delicata. Le temperature elevate di queste settimane e i picchi di consumo hanno riportato l'attenzione sulla capacità delle infrastrutture elettriche di reggere una domanda crescente.
Un tema sollevato anche dal sindaco di Belpasso Carlo Caputo, che in un video pubblicato sui social ha posto una domanda: «Qual è il futuro e chi se ne sta occupando?», richiamando la necessità di affrontare il tema della tenuta delle reti.
Il sindaco di Belpasso Carlo Caputo: "Anni di cantieri sulla rete elettrica, disagi sulle nostre strade. E bastano 40 gradi per far saltare tutto.
Non è la "crisi climatica", è sovraccarico: condizionatori, auto elettriche incentivate, pannelli fotovoltaici su una rete mai davvero adeguata a questo futuro.
Chi ha progettato questa transizione per il nostro territorio?
Quando il sistema salta, a pagare sono i cittadini. Soprattutto i più fragili.
Anni fa i blackout erano un'eccezione. Oggi sembrano dietro l'angolo.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗼̀ 𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶.
𝗜𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼."
Oltre fotovoltaico ed eolico
Il punto centrale della strategia regionale riguarda proprio il rapporto tra nuova produzione e capacità di gestione.
Colianni ha ricordato che la transizione siciliana si è sviluppata soprattutto attraverso eolico e fotovoltaico: «La transizione energetica regionale viene fatta per il 95% per eolico e fotovoltaico».
Una concentrazione che, secondo l'assessore, rende necessario ampliare il mix tecnologico attraverso geotermia, idroelettrico, agrivoltaico avanzato, idrogeno e biogas.
Il vero nodo è l'accumulo
La crescita delle rinnovabili, infatti, pone una questione infrastrutturale: produrre energia non basta se il sistema non riesce a utilizzarla quando viene generata.
«Oggi stiamo producendo transizione energetica, molto spesso sprecando la nostra energia», ha spiegato Colianni, annunciando un intervento sul testo del ddl per rafforzare il collegamento tra produzione e sistemi di storage.
«Dobbiamo imparare ad accumulare energia», ha aggiunto. “Vincolando la produzione energetica al sistema di accumulo”.
Una scelta che porta il tema dell'innovazione tecnologica dentro la programmazione pubblica: non solo nuovi impianti, ma gestione intelligente dei flussi energetici, capacità di accumulo e adeguamento della rete.
Il nodo del costo dell'energia
Sul fronte economico, resta aperto il tema del costo dell'energia. La Regione punta a un confronto con Arera sul sistema delle tariffe zonali, sostenendo che una maggiore produzione da fonti rinnovabili debba tradursi anche in un beneficio per il territorio che quella energia contribuisce a generare.
Il disegno di legge interviene infine sulla trasparenza delle procedure autorizzative, prevedendo una documentazione più articolata e strumenti di valutazione economico-finanziaria delle istanze.
La partita, dunque, non riguarda soltanto quanti nuovi impianti verranno realizzati. Riguarda la capacità della Sicilia di trasformare la crescita delle rinnovabili in un sistema energetico più efficiente, tecnologicamente avanzato e capace di produrre ricadute sul territorio.










