
Per la Regione è una riforma della governance del servizio idrico che punta a superare la logica della frammentazione.
Per il Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni è invece un passo verso la privatizzazione dell'acqua.
Due letture opposte dello stesso disegno di legge, approvato dalla giunta Schifani e destinato all'esame dell'Assemblea regionale siciliana.
Il punto di vista della Regione
“Un disegno di legge che ha la portata di una vera e propria riforma - afferma l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni - e che prova a superare le criticità indicate da Corte dei Conti e Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, in merito ai profili di economicità, efficienza ed efficacia dell’attuale gestione.
Andiamo finalmente oltre la frammentazione del territorio, - aggiunge - nella direzione di una gestione industriale su larga scala che ci permetterà di superare i gap infrastrutturali delle diverse zone dell’Isola, pianificando interventi complessi su dighe, impianti di potabilizzazione e reti, necessari per contrastare i cronici deficit idrici dell’Isola.
Inoltre, vogliamo introdurre misure di grande valore sociale che vadano a vantaggio dei cittadini siciliani e, in particolare, delle fasce più fragili e in difficoltà economiche
Cosa prevede il DDL
La novità più grande sta nel passaggio dagli attuali nove ambiti, coincidenti con le ex province dell’Isola, a un Ambito territoriale ottimale unico.
Viene, inoltre, istituita l’Autorità idrica siciliana (Ais), ente pubblico non economico rappresentativo di tutti i Comuni siciliani, che eserciterà una governance uniforme su tutto il territorio regionale.
I nove sub-ambiti gestionali diventeranno organi periferici dell’Ais con funzioni propositive e di consultazione.
Tariffa unica
Non solo. Con il nuovo DDL si prevede una tariffa unica per tutti i siciliani.
Lo si fa con l’introduzione del principio della tariffa media ponderata regionale, attraverso meccanismi perequativi e compensativi.
Un passaggio che secondo la giunta guidata da Renato Schifani “punta a una ripartizione più equa dei costi del servizio idrico tra i cittadini siciliani.
In termini di tutela sociale viene garantito l’accesso universale all’acqua, mediante l’erogazione giornaliera di 50 litri per persona, e l’integrazione del bonus idrico nazionale per l’utenza meno abbiente”.
Il punto di vista del Forum siciliano
Del parere opposto è il Forum dell’acqua che valuta il DDL nient’altro “che una riproposizione del Ddl 1066 presentato e poi ritirato nel 2021 dalla Giunta Musumeci”.
In pratica, lo definiscono, un “secondo tentativo di togliere l’acqua ai siciliani”.
Per questo il Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni “è pronto a dar battaglia, affinché anche questo venga bloccato”.
Il governo vuole vendere?
L’accusa al governo regionale è di fare parte di quei governi che favoriscono i processi di espropriazione strategica del Bene Comune primario a favore di multinazionali, banche e fondi di investimento internazionali.
Il problema sarebbe proprio nell’impostazione di base del DDL.
“Va contro l’idea di gestione pubblica e partecipata dell’acqua, formalizzata nella legge di iniziativa popolare e consiliare 19/2015”, scrivono chiaramente dal Forum.
L’accentramento non è gradito, anzi.
Secondo i rappresentanti del Forum porterà a una vendita più semplice in futuro.
“Questo accentramento dei poteri con la conseguente esautorazione delle prerogative dei Comuni servirà a creare un unico ambito di gestione dell’acqua in Sicilia, pronto ad essere venduto ai privati in un secondo tempo”. Inoltre, “crea un altro carrozzone pubblico (l’AIS) per gestire da Palermo tutto il Servizio Idrico Integrato dell’isola”.
Insomma, non c’è nulla che venga considerato positivamente e il forum promette battaglia “opponendosi in tutte le sedi previste dalla legge qualora il Ddl non venga bocciato in aula all’Assemblea Regionale Siciliana”.










