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Ricerca, monitoraggio e valutazione della pericolosità vulcanica sono i temi al centro della settima Conferenza Alfred Rittmann, in programma dal 7 al 9 luglio al Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena di Catania. L'evento richiama oltre 300 ricercatori italiani e stranieri per fare il punto sugli sviluppi più recenti della vulcanologia e sulle tecnologie impiegate nello studio e nella sorveglianza dei vulcani.
Scienziati da tutto il mondo
Il programma si articola in tredici sessioni tematiche e raccoglie 270 contributi scientifici tra presentazioni orali e poster. Al centro del confronto ci sono i processi di risalita del magma, la dinamica delle eruzioni effusive ed esplosive, la valutazione della pericolosità vulcanica e gli strumenti utilizzati per il monitoraggio dei sistemi vulcanici.
Grande importanza all’uso dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio e la sorveglianza dei fenomeni vulcanici e all'impatto sulla società, analizzando la percezione del rischio e la tutela nei territori ad alta vocazione turistica.
E poi ci sono gli aspetti di comunicazione e divulgazione dei risultati della ricerca e delle attività di monitoraggio.
Lectio magistralis di Guilherme Gualda
Ad aprire i lavori è la lectio magistralis di Guilherme Gualda della Vanderbilt University, dedicata ai sistemi di alimentazione di alcune delle più grandi eruzioni del Quaternario.
La conferenza ospita inoltre ricercatori, tecnologi e studiosi impegnati in diversi ambiti della ricerca vulcanologica, con l'obiettivo di favorire il confronto tra competenze e approcci multidisciplinari.
Organizzata dall'Associazione Italiana di Vulcanologia, dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), dall'Università di Catania e dalla International Association of Volcanology and Chemistry of the Earth's Interior (IAVCEI), la Conferenza Alfred Rittmann rappresenta dal 2009 uno dei principali appuntamenti della comunità vulcanologica italiana.










