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La Sicilia prova a ripulire le sue ferite: 57,8 milioni per bonifiche, compostaggio e centri di raccolta

21-06-2026 06:00

Redazione

Sostenibilità Mobilità del Futuro, Flusso,

La Sicilia prova a ripulire le sue ferite: 57,8 milioni per bonifiche, compostaggio e centri di raccolta

Si prova a investire sul modello di prossimità

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Dalla Costa Sud ai piccoli comuni, arrivano risorse europee per sbloccare interventi attesi da anni e rendere i territori più vivibili, ora.

 

La Regione Siciliana mette sul tavolo 57,8 milioni di euro per affrontare uno dei nervi più scoperti dell’Isola: rifiuti, aree contaminate, impianti insufficienti e servizi ancora troppo fragili.

 

L’annuncio arriva dall’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, attraverso il dipartimento Acqua e rifiuti, che ha approvato tre distinte graduatorie finanziate con le risorse del Pr Fesr Sicilia 2021-2027.

Il messaggio politico è chiaro.

 

Si prova a chiudere almeno una parte dei conti lasciati aperti dal passato.

E si tenta, finalmente, di dare ai Comuni strumenti più seri per una gestione moderna dei rifiuti, fondata su bonifica, riutilizzo, raccolta e compostaggio.

 

Rifiuti in Sicilia, 57,8 milioni per cambiare passo

L’assessore regionale Francesco Colianni rivendica una scelta che punta su due fronti.

Da una parte il risanamento ambientale delle vecchie ferite.

Dall’altra il potenziamento della filiera del recupero e del compostaggio, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Ed è proprio qui il punto politico più interessante.

Perché quando si parla di rifiuti in Sicilia non si parla mai soltanto di sacchetti, cassonetti o discariche.

Si parla di salute pubblica, di decoro urbano, di valore dei territori, di efficienza amministrativa e, soprattutto, di credibilità delle istituzioni.

 

Bonifiche, ex discariche e siti da recuperare

Per la bonifica delle aree inquinate presenti nell’Isola, nell’ambito dell’Azione 2.7.4 del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, sono stati approvati sei progetti su 39 istanze ammissibili, per un importo complessivo di 13,3 milioni di euro.

La quota più rilevante, ben 11 milioni di euro, è destinata al recupero dell’area di Acqua dei Corsari, l’ex discarica della Costa Sud di Palermo.

Un intervento atteso da anni.

 

Uno di quei dossier che diventano simbolo di tutto ciò che in Sicilia resta fermo troppo a lungo.

E che proprio per questo oggi viene esibito come prova concreta della volontà di sbloccare problemi storici.

Gli altri 2,3 milioni di euro finanzieranno invece cinque interventi di caratterizzazione ambientale di ex discariche pubbliche.

Un passaggio tecnico, certo.

Ma anche indispensabile.

Perché senza caratterizzazione non si conosce davvero il livello di contaminazione dei siti.

E senza questa verifica non si possono programmare in modo serio le successive attività di bonifica e messa in sicurezza.

 

Compostaggio dei rifiuti, la Sicilia prova a investire sul modello di prossimità

Accanto alle bonifiche, la Regione ha pubblicato anche gli esiti della prima fase istruttoria dell’avviso relativo all’Azione 2.6.1, dedicata ai progetti di compostaggio di prossimità, domestico e di comunità dei rifiuti organici.

Qui la dotazione finanziaria è di 15 milioni di euro.

L’obiettivo è ridurre la quantità di frazione organica conferita agli impianti di trattamento e promuovere modelli più sostenibili e più vicini ai territori.

 

Le domande presentate sono state 56, per un valore complessivo di 22,9 milioni di euro.

Di queste, 28 istanze sono state dichiarate ammissibili alla successiva valutazione tecnica, per un importo di quasi 11,5 milioni di euro.

 

In provincia di Palermo risultano ammessi i progetti di Campofelice di Roccella, Geraci Siculo, Lercara Friddi, Partinico, Petralia Sottana, Prizzi, Valledolmo e Villafrati.

Nel Messinese passano alla fase successiva Antillo, Fondachelli Fantina, Floresta, Furci Siculo, Mojo Alcantara, Motta d’Affermo, Motta Camastra, Pettineo, Roccella Valdemone, San Marco d’Alunzio, Santa Domenica Vittoria e Sinagra.

Nel Catanese ci sono Camporotondo Etneo e Castiglione di Sicilia.

Nell’Agrigentino Licata e Siculiana.

Nel Siracusano Cassaro e Ferla.

Nell’Ennese Agira e Catenanuova.

 

Adesso la parola passa alla Commissione di valutazione, che dovrà esaminare nel merito le proposte e stilare la graduatoria definitiva.

Ed è qui che finiranno le parole e dovranno iniziare i fatti.

Perché in Sicilia il problema non è mai annunciare bandi o pubblicare graduatorie provvisorie.

Il problema è trasformare i decreti in cantieri, impianti e risultati misurabili.

 

Dove sono i progetti di compostaggio ammessi alla valutazione tecnica

La distribuzione territoriale delle istanze ammissibili racconta un dato preciso.

C’è una domanda diffusa di strumenti per trattare l’organico in modo più intelligente e meno costoso.

Soprattutto nei piccoli Comuni, dove il compostaggio di comunità può diventare una leva concreta per ridurre conferimenti, trasporti e costi di smaltimento.

È una linea che, se sostenuta davvero, può alleggerire il sistema.

Ma che avrà senso solo se accompagnata da assistenza tecnica, controlli e continuità amministrativa.

Centri comunali di raccolta, 42 progetti finanziati su 173 domande

Il terzo capitolo riguarda la rete dei centri comunali di raccolta, i cosiddetti Ccr, nell’ambito dell’Azione 2.6.2 dedicata alla realizzazione e al potenziamento di infrastrutture, attrezzature e mezzi per la gestione, la raccolta, il riuso e il riciclo dei rifiuti.

Qui la cifra stanziata è ancora più pesante.

33 milioni di euro.

Su 173 domande ricevute, saranno finanziati 42 progetti.

Il dato va letto in due modi.

 

Il primo è positivo.

C’è una quota consistente di risorse che entra in circolo e può rafforzare la rete territoriale della raccolta differenziata.

Il secondo è meno rassicurante.

Le richieste sono state enormemente superiori rispetto alle disponibilità.

E questo significa che il fabbisogno reale dei territori è molto più ampio di quanto oggi si riesca a coprire.

Lo stesso Colianni, infatti, ammette che per i centri di raccolta è arrivato un numero molto elevato di richieste e che la Regione sta tentando di reperire ulteriori fondi per procedere con uno scorrimento ampio della graduatoria.

Tradotto dal burocratese.

I soldi ci sono, ma non bastano ancora per tutti.

 

Cosa cambia davvero per i cittadini siciliani

La domanda vera è una sola.

Questi 57,8 milioni per i rifiuti in Sicilia cambieranno davvero la vita dei cittadini oppure resteranno l’ennesima sfilata di buone intenzioni?

La risposta dipenderà da tre fattori.

Il primo è la velocità di attuazione.

Perché le comunità locali non hanno bisogno di conferenze stampa, ma di cantieri aperti e opere concluse.

Il secondo è la qualità dei progetti.

Perché spendere male, in questo settore, significa moltiplicare sprechi e ritardi.

Il terzo è il controllo sull’esecuzione.

Perché il ciclo dei rifiuti in Sicilia è già stato troppe volte terreno di improvvisazione, emergenze croniche e occasioni perdute.

 

Perché questo stanziamento può essere un passaggio importante

Questo investimento ha comunque un valore politico e amministrativo evidente.

Dice che la Regione prova a muoversi non soltanto sulla gestione dell’emergenza, ma anche sul terreno della prevenzione del degrado, del recupero delle aree compromesse e della costruzione di una filiera più razionale.

Dice anche che non si può più far finta di nulla davanti alle ex discariche, ai quartieri segnati dall’abbandono e ai Comuni che chiedono strumenti per gestire meglio i propri scarti.

E dice, infine, che la partita dei rifiuti non si vince solo portando via quello che avanza.

Si vince soprattutto creando sistemi capaci di ridurre, separare, riusare e trattare bene.

 

La Regione ha acceso un faro.

Adesso deve evitare che resti acceso soltanto sulle carte.

I decreti relativi alle bonifiche, ai progetti di compostaggio dei rifiuti e ai centri comunali di raccolta sono disponibili sui canali ufficiali della Regione Siciliana.

In particolare, il decreto sulle bonifiche è consultabile a questo link.

Il decreto sui progetti del compostaggio dei rifiuti è disponibile qui.

Il decreto sui Ccr è consultabile a questo link.

 

La vera notizia, però, non sarà la pubblicazione dei decreti.

La vera notizia arriverà quando i siciliani potranno vedere, toccare e misurare i risultati.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

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