
Dopo l'allarme lanciato dalle organizzazioni datoriali Confindustria e CNA Catania, anche i Consumatori scendono in campo.
La regione accumula ritardi pesantissimi sugli investimenti europei mentre cresce il rischio di perdere opere strategiche e risorse decisive.
PNRR in Sicilia: otto progetti su dieci ancora fermi
La Sicilia maglia nera d’Italia.
È questo il quadro durissimo che emerge dal monitoraggio sui progetti del PNRR riportato dalla stampa sulla base delle verifiche della Corte dei conti.
Secondo i dati diffusi, nell’Isola risultano ancora non conclusi circa otto interventi su dieci, con livelli di spesa giudicati gravemente insufficienti rispetto alle risorse assegnate.
Una situazione che ha spinto il Codacons a lanciare un allarme pubblico parlando apertamente del rischio di un “grave pregiudizio” per l’intero sistema regionale.
Il tema non riguarda soltanto numeri e percentuali.
Dietro ogni ritardo si nascondono cantieri che non partono, infrastrutture incompiute, digitalizzazione rallentata, servizi mancanti e opportunità economiche che rischiano di evaporare.
Per una regione che già soffre storicamente deficit infrastrutturali e ritardi amministrativi, il fallimento del PNRR potrebbe trasformarsi in un colpo devastante per competitività, innovazione e crescita.
Il Codacons: “Serve una task force straordinaria”
Di fronte a questo scenario il Codacons annuncia una iniziativa senza precedenti.
L’associazione dei consumatori ha infatti dichiarato la disponibilità a mettere a disposizione del Governo regionale siciliano una squadra composta da 50 esperti.
Un gruppo multidisciplinare formato da:
giuristi;
tecnici;
amministrativisti;
professionisti della progettazione;
consulenti specializzati in appalti pubblici;
esperti di rendicontazione e monitoraggio;
professionisti nella gestione dei fondi europei e PNRR.
L’obiettivo dichiarato è quello di offrire supporto concreto per:
verificare le criticità;
accelerare le procedure;
coordinare le attività operative;
recuperare i ritardi accumulati;
individuare eventuali responsabilità.
Francesco Tanasi: “La Sicilia rischia di perdere un’occasione storica”
Il Codacons, di cui è Segretario Nazionale il siciliano Francesco Tanasi, chiede alla Regione Siciliana l’attivazione immediata di una cabina di regia straordinaria.
Secondo l’associazione occorre avviare un controllo progetto per progetto per comprendere:
lo stato reale di avanzamento;
le cause dei ritardi;
gli ostacoli burocratici;
eventuali omissioni o inerzie.
Il Codacons sottolinea come il rischio non sia soltanto amministrativo o contabile.
In gioco ci sarebbero infatti opere strategiche per il territorio, investimenti pubblici fondamentali e la possibilità stessa di modernizzare la Sicilia attraverso infrastrutture, innovazione tecnologica e servizi.
“Il Codacons mette a disposizione 50 esperti per collaborare con il Governo regionale siciliano e contribuire ad accelerare l’attuazione del PNRR, recuperare i ritardi e impedire che la Sicilia perda un’occasione storica.
I fondi del Piano non sono numeri su una tabella, ma strumenti destinati a realizzare opere, servizi, infrastrutture e interventi strategici per il territorio.
Per questo chiediamo un’azione immediata, trasparente e operativa, prima che i ritardi diventino irreversibili”, conclude l’associazione.
PNRR, la vera sfida tecnologica e amministrativa della Sicilia
La vicenda apre anche un tema più ampio.
Il PNRR non rappresenta soltanto un piano economico.
È una gigantesca sfida di capacità amministrativa, innovazione digitale, efficienza gestionale e modernizzazione della macchina pubblica.
Ed è proprio su questo terreno che molte amministrazioni locali stanno mostrando enormi difficoltà.
Procedure lente.
Carenza di personale tecnico.
Difficoltà nella progettazione.
Appalti complessi.
Rendicontazioni difficili.
Una macchina burocratica spesso incapace di reggere la velocità richiesta dall’Europa.
La Sicilia si trova così davanti a un bivio decisivo.
Accelerare rapidamente oppure rischiare di vedere sfumare una parte consistente delle risorse che dovrebbero trasformare infrastrutture, mobilità, sanità, scuola, digitalizzazione ed energia.
Il rischio concreto: perdere fondi e opere strategiche
La preoccupazione principale riguarda infatti il possibile definanziamento degli interventi non completati nei tempi previsti.
Uno scenario che avrebbe conseguenze pesantissime:
perdita di investimenti;
blocco di opere pubbliche;
aumento del divario infrastrutturale;
rallentamento della transizione digitale;
minore competitività economica.
Per questo il caso Sicilia sta assumendo un valore politico e amministrativo nazionale.
Perché il PNRR rappresenta probabilmente l’ultima grande occasione per colmare ritardi storici che frenano da decenni lo sviluppo dell’Isola.
E il tempo, ormai, sta scadendo.
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