
Tra artigianato, innovazione e tradizioni produttive, la Sicilia apre le porte delle sue imprese simbolo ai visitatori.
La Sicilia che produce esiste ancora.
Ed è molto diversa da quella raccontata ogni giorno tra emergenze, ritardi infrastrutturali e crisi croniche.
È una Sicilia fatta di artigiani, imprese manifatturiere, cantieri navali, ceramisti, produttori di vino, birrifici artigianali e aziende innovative che continuano a investire su competenze e qualità.
Questa domenica si conclude la manifestazione “Competenze e formazione, come presente e futuro del Made in Italy in giro per la Sicilia”, organizzata nell’ambito della
Giornata Nazionale del Made in Italy 2026.
Un’iniziativa che ha coinvolto decine di realtà produttive siciliane aprendo al pubblico laboratori, aziende, botteghe storiche e siti produttivi distribuiti in tutta l’isola.
Un evento che rappresenta anche una straordinaria occasione di promozione del Made in Italy siciliano, del turismo esperienziale e delle filiere produttive locali.
Ultima giornata di visite aziendali in Sicilia: ecco dove andare
L’ultima giornata della manifestazione coinvolgerà aziende distribuite tra le province di Catania, Palermo, Messina, Enna, Siracusa e Trapani.
Un percorso che attraversa settori strategici come:
- artigianato artistico;
- ceramica siciliana;
- agroalimentare;
- nautica;
- meccatronica;
- lavorazione della pietra lavica;
- produzione brassicola;
- manifattura tradizionale.
Ad Acitrezza sarà possibile visitare il storico Cantiere Navale Rodolico Giovanni e C. Sas, simbolo della tradizione marinara siciliana.
Sempre nel Catanese spazio alla pittrice di carretti siciliani Alice Valenti e alle dimostrazioni sulla lavorazione della pietra lavica proposte da Calareso Lavica a Nicolosi.
A Caltagirone protagonista la storica tradizione della ceramica artistica siciliana grazie alle attività di Ceramiche Ruscica.
Nel Messinese il Distretto Ceramiche Made in Sicily e le aziende di Santo Stefano di Camastra apriranno le porte ai visitatori con visite guidate e dimostrazioni pratiche.
A Terrasini sarà possibile visitare il Birrificio Bruno Ribadi, mentre a Castelvetrano aprirà le proprie attività Molini del Ponte, una delle realtà più conosciute del comparto molitorio siciliano.
Made in Italy Sicilia: non folklore ma economia reale
Ridurre queste realtà produttive a semplice folklore sarebbe un errore clamoroso.
Dietro queste aziende ci sono infatti:
- occupazione;
- formazione professionale;
- export;
- innovazione;
- presidio territoriale;
- trasmissione di competenze.
C’è una Sicilia che continua a produrre valore.
Una Sicilia che esporta qualità e che riesce ancora a competere grazie alle proprie competenze artigianali e industriali.
Dal carretto siciliano alla carta artigianale, dalla birra di qualità alla meccatronica avanzata.
Un mosaico produttivo che racconta un’isola molto più moderna e dinamica di quanto spesso venga rappresentato.
Mentre la politica inaugura e promette, queste imprese continuano concretamente a:
- investire;
- assumere;
- formare giovani;
- mantenere vive tradizioni storiche;
- innovare prodotti e processi.
Le aziende siciliane protagoniste dell’ultima giornata
Tra le imprese aderenti figurano anche:
Distretto Vino di Sicilia;
KEA Atelier;
Crisa Cartiera Artigianale;
Oroscultura;
Cedifop;
Meccatronica Cluster Sicilia;
Paolo Forti;
Izzo Carlo Jewelry.
Le attività previste comprendono:
- visite guidate;
- laboratori aperti;
- dimostrazioni dal vivo;
- presentazioni aziendali;
- percorsi esperienziali.
Una formula che punta a valorizzare non soltanto il prodotto finale ma soprattutto le competenze professionali che stanno dietro ogni lavorazione.
Il futuro del Made in Italy passa dalla Sicilia
La vera sfida però resta quella di non lasciare sole queste imprese.
Celebrare il Made in Italy per qualche giorno può essere importante.
Ma non basta.
Servono infrastrutture efficienti.
Servono politiche industriali.
Servono collegamenti.
Servono energia sostenibile e accesso al credito.
Serve soprattutto la capacità di trattenere giovani qualificati in Sicilia.
Perché il rischio è che queste iniziative restino semplici eventi simbolici senza una strategia concreta di sviluppo economico.
Eppure è proprio dentro queste aziende che si intravede una delle poche prospettive solide per il futuro dell’isola.
Non nei proclami.
Ma nelle competenze.
Quelle vere.
Quelle che questa domenica, nell’ultima giornata della manifestazione dedicata al Made in Italy in Sicilia, potranno finalmente essere viste da vicino.











