
Un nuovo shock sui costi rischia di travolgere artigiani, trasportatori e attività locali già piegate da anni di rincari e instabilità.
La crisi internazionale torna a bussare violentemente alle porte dell’economia reale.
E questa volta il conto rischia di essere ancora più salato per le micro e piccole imprese siciliane.
A lanciare l’allarme è la CNA di Catania, che accende i riflettori sull’effetto domino provocato dal protrarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e sull’impatto diretto che l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia potrebbe avere sul fragile tessuto produttivo del territorio etneo.

Il presidente della CNA di Catania, Davide Trovato, e il segretario Andrea Milazzo parlano apertamente di un rischio ormai concreto di nuova emergenza economica.
E chiamano direttamente in causa i sindaci del territorio e la Città Metropolitana affinché si attivino subito con strumenti straordinari di sostegno e flessibilità.
La preoccupazione della CNA: “Rischio sempre più concreto”
Il quadro descritto dai vertici dell’associazione è quello di una pressione crescente che rischia di colpire duramente migliaia di imprese già provate dagli ultimi anni.
«Il protrarsi delle tensioni internazionali in Medio Oriente continua ad avere pesanti ripercussioni sull’economia globale e inevitabili effetti anche sui territori. Già nei mesi scorsi la CNA nazionale aveva lanciato l’allarme sul rischio di una stangata da 30 miliardi per le micro, piccole e medie imprese italiane qualora la crisi energetica e geopolitica dovesse prolungarsi fino a fine anno. Oggi, purtroppo, quel rischio appare sempre più concreto».
Un passaggio che fotografa con chiarezza la preoccupazione crescente delle associazioni di categoria.
Perché dietro l’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie energetiche non ci sono soltanto dinamiche finanziarie internazionali.
Ci sono aziende che vedono aumentare ogni giorno i costi di trasporto, produzione e gestione.
Ci sono attività che lavorano con margini sempre più ridotti.
E ci sono migliaia di piccoli imprenditori che rischiano di trovarsi nuovamente schiacciati da costi fuori controllo.
Trasporti, artigianato e servizi: i settori più esposti ai rincari
Secondo la CNA etnea, il primo comparto già investito dall’aumento dei prezzi è quello del trasporto e della logistica.
Ma il problema rischia presto di estendersi all’intero sistema produttivo locale.
«La crescita dei prezzi dei carburanti continua, infatti, a colpire in modo particolare il comparto trasporti-logistica», proseguono Trovato e Milazzo, «ma nei prossimi mesi il problema rischia di estendersi ulteriormente attraverso l’aumento dei costi energetici che interesserà direttamente botteghe artigiane, imprese manifatturiere, attività di servizio, centri estetici, lavanderie e numerose altre realtà produttive già fortemente provate dagli ultimi anni di inflazione, crisi energetiche e instabilità internazionale».
Una catena di effetti che potrebbe colpire trasversalmente settori molto diversi tra loro.
Dalle officine meccaniche ai piccoli laboratori artigiani.
Dalle lavanderie industriali ai centri estetici.
Dalle imprese manifatturiere alle attività commerciali che dipendono quotidianamente dai consumi energetici.
Con il rischio concreto che gli aumenti finiscano inevitabilmente per scaricarsi anche sui consumatori finali.
L’appello ai sindaci del territorio etneo
Per questo motivo la CNA di Catania chiede alle amministrazioni locali di non aspettare che la situazione degeneri.
L’obiettivo è costruire subito strumenti di mitigazione capaci almeno di alleggerire l’impatto finanziario sulle imprese.
«Per questa ragione, rivolgiamo un appello ai sindaci della provincia etnea e al sindaco della Città Metropolitana affinché il territorio non si faccia trovare impreparato di fronte a una possibile nuova emergenza costi per le micro e piccole imprese. È evidente come gli enti locali non possano incidere sulle dinamiche internazionali che determinano il costo dell’energia e dei carburanti, ma possono contribuire ad attenuarne gli effetti sul tessuto economico locale».
La richiesta è dunque quella di un’assunzione di responsabilità politica e amministrativa.
Perché se i Comuni non possono abbassare il prezzo del petrolio o del gas, possono però intervenire sui meccanismi locali che incidono sulla liquidità e sulla sostenibilità finanziaria delle aziende.
Tributi locali e rateizzazioni: le proposte della CNA
Tra le misure considerate più urgenti dalla CNA vi è quella relativa alla gestione dei tributi locali.
In una fase in cui molte imprese fanno già fatica a sostenere i costi ordinari, ogni rigidità amministrativa rischia infatti di trasformarsi in un ulteriore elemento di crisi.
«In una fase caratterizzata da forti tensioni sui costi energetici e da evidenti problemi di liquidità per molte imprese», spiegano i vertici della CNA etnea, «importante valutare strumenti straordinari di flessibilità sui tributi locali, prevedendo rateizzazioni più lunghe e sostenibili, la sospensione temporanea di interessi e sanzioni per i pagamenti effettuati oltre le scadenze ordinarie e procedure semplificate per l’accesso ai piani di rientro».
Una proposta che punta soprattutto a evitare ulteriori sofferenze finanziarie per imprese che già stanno facendo i conti con l’aumento dei costi di gestione.
«Misure che non risolverebbero il problema del caro energia, ma che potrebbero evitare ulteriori tensioni finanziarie sulle imprese già esposte all’aumento dei costi di carburanti, materie prime ed energia».
Pagamenti della pubblica amministrazione: “Accelerare subito”
Ma la CNA individua anche un altro nodo cruciale.
Quello dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione.
Una questione storica che torna oggi centrale proprio a causa della crescente difficoltà di accesso alla liquidità.
Per Trovato e Milazzo, «un altro fronte sul quale le amministrazioni locali possono incidere concretamente riguarda poi i tempi di pagamento verso le imprese fornitrici della pubblica amministrazione. In una fase di forte pressione sulla liquidità aziendale, accelerare i pagamenti, ridurre i tempi burocratici e smaltire eventuali arretrati rappresenterebbe un sostegno reale soprattutto per le micro e piccole imprese che lavorano con gli enti pubblici e che oggi si trovano a sostenere costi energetici e finanziari sempre più elevati».
Un richiamo che tocca uno dei problemi strutturali più denunciati dalle imprese italiane.
Perché ritardi nei pagamenti, burocrazia e arretrati finiscono spesso per trasformarsi in un costo occulto che pesa soprattutto sulle aziende più piccole.
Quelle con meno capacità finanziaria.
Quelle che non dispongono di grandi margini bancari.
Quelle che rischiano di saltare per una crisi di liquidità ancora prima che per mancanza di lavoro.
Efficientamento energetico e autoproduzione: la strategia per il futuro
La CNA guarda però anche oltre l’emergenza immediata.
Perché il tema energetico viene considerato ormai strutturale.
Ed è proprio su questo fronte che l’associazione chiede di costruire percorsi di maggiore autonomia energetica.
«Parallelamente, sarà importante favorire percorsi di efficientamento energetico e autoproduzione condivisa, accompagnando le imprese verso modelli energetici più sostenibili e meno esposti alle tensioni internazionali».
Un riferimento chiaro alle comunità energetiche, agli impianti di autoproduzione e a tutte quelle soluzioni che potrebbero consentire alle imprese di ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati internazionali.
Secondo la CNA, sarà fondamentale aprire rapidamente un tavolo di confronto con le istituzioni locali.
«Come CNA Catania intendiamo promuovere nelle prossime settimane un confronto con le amministrazioni locali per verificare possibili strumenti di sostegno e flessibilità a favore delle micro e piccole imprese».
Una partita che riguarda non soltanto il presente.
Ma la stessa tenuta economica e sociale del territorio.
Perché in Sicilia il sistema delle micro e piccole imprese rappresenta ancora oggi una parte essenziale dell’economia reale.
E ogni nuova ondata di rincari rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza occupazionale e produttiva.










