CNA Digitale nasce a Catania circa nove anni fa come articolazione territoriale del sistema CNA dedicata al comparto ICT. Un’esperienza avviata a livello provinciale che, dopo due mandati, ha portato alla costituzione della sezione regionale, attiva dallo scorso anno.
A ricostruire il percorso è il presidente regionale Carlo Sciuto: “CNA Digitale è nato già a Catania nove anni fa. Il Digitale è uno dei mestieri gestiti dalla CNA nazionale e, a livello locale, si è avvertita presto la necessità di creare una sezione dedicata. La parte regionale è più recente”.
La nascita del livello regionale si inserisce, secondo Sciuto, in un contesto ormai consolidato anche perché viviamo in un mondo digitalizzato, dove l’intelligenza artificiale è permeante sempre di più e quindi era proprio una necessità.
L’attività di CNA Digitale si articola su più fronti. Da un lato il supporto alle imprese del digitale del territorio, dall’altro i servizi agli associati CNA. All’interno della federazione si stanno strutturando ambiti specifici: una parte delle imprese lavora sulle smart city, un’altra sullo sviluppo e sull’implementazione di soluzioni basate su intelligenza artificiale.
Tra i progetti citati c’è un’applicazione in fase di test a Catania rivolta agli artigiani della termoidraulica. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per gestire le connessioni tra operatore, cliente e centro di assistenza, con l’obiettivo di fornire risposte iniziali e semplificare le interazioni. Si tratta, come precisato, di una sperimentazione locale con prospettiva di estensione su scala nazionale come servizio per gli associati CNA.
Sul piano organizzativo, uno dei punti indicati è lo sviluppo di reti tra imprese. “La rete d’impresa nasce con questa idea e anche qui l’idea è ora proporla a livello nazionale e farla scalare come rete d’impresa fra le imprese del digitale a livello nazionale della CNA”, afferma Sciuto.
Accanto a questo, resta centrale il tema della formazione, in particolare sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “Stiamo cercando di formare i piccoli imprenditori per quello che si può fare già con l’intelligenza artificiale da non informatico, in maniera proprio da utilizzatore”, spiega.
L’obiettivo è definire un percorso strutturato rivolto agli associati. “Il concetto è proprio quello di alfabetizzare i nostri associati in modo tale che sappiano esattamente da dove si parte e dove possono arrivare utilizzando strumenti d’intelligenza artificiale”. Tra le ipotesi in fase di sviluppo, anche la realizzazione di un master sulle smart city e di un percorso dedicato all’intelligenza artificiale.











