
ECOMED torna anche quest’anno con un programma articolato e diversi ambiti tematici. Quali sono gli elementi di continuità e quali le principali novità di questa edizione?
Alcuni elementi sono fortemente caratterizzanti la Manifestazione fin dalla sua origine. Le 4 aree tematiche, i forti rapporti con il mondo dell’Università e della Ricerca. La grande interazione con le istituzioni per come testimoniato dalla partecipazione del MASE, dalle numerose Giornate della Regione Siciliana, sull’Ambiente, sull’Acqua, sui Rifiuti, sull’Energia e la tradizionale e partecipatissima Maratona dei Sindaci. Ma cerchiamo sempre di innovare prendendo spunto dalle esperienze pregresse ma guardando sempre alle traiettorie di innovazione del nostro paese e del bacino del Mediterraneo. Senza volere spoilerare troppo non si può ad esempio non garantire un ampio focus sugli effetti del cambiamento climatico proprio sulle nostre regioni – e si parlerà allora degli effetti del Ciclone Henry e di cosa ci dobbiamo attendere e come ci possiamo proteggere. Ma si parlerà anche di gestione sostenibile di fanghi di depurazione e residui organici proponendo un nuovo strumento di simbiosi industriale per la chiusura della filiera nella produzione di fertilizzanti che coinvolgerà anche le ceneri dell’Etna. Eventi internazionali come quello sul percorso sostenibile dell’industria farmaceutica, nutraceutica e cosmetica con un focus sul trattamento più efficace delle acque reflue prodotte da queste industrie. Insomma sempre tante interessanti novità che appassioneranno non solo le imprese ma anche i visitatori.
I temi affrontati spaziano dalla gestione dei rifiuti all’energia, fino alla rigenerazione urbana e all’impiantistica. Dal suo osservatorio, quali ambiti stanno registrando le evoluzioni più significative?
L’applicazione delle direttive UE sulla sostenibilità sta accelerando, e l’efficientamento energetico si conferma uno degli assi portanti della transizione. La sostenibilità non è più solo un tema etico o reputazionale, ma rappresenta un driver competitivo e una leva di innovazione per le imprese che dovranno affrontare una vera e propria trasformazione. I principali mutamenti saranno legati agli ai sempre più stringenti obblighi di rendicontazione ESG, con controlli e sanzioni per chi non si adegua, alla progressiva transizione energetica che si sta attuando attraverso un profondo passaggio di elettrificazione dei processi produttivi, attraverso l’autoproduzione da fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico dei processi, ai regolamenti più rigidi su gestione dei rifiuti e materiali, per garantire il conseguimento degli ambiziosi obietti su riuso, riparazione e il riciclo richiesti dai nuovi approcci all’economia circolare, senza dimenticare la digitalizzazione delle reti e dei sistemi di gestione, per un monitoraggio più intelligente del processo,dei consumi e delle prestazioni energetiche.
Per le aziende, la trasparenza sui temi ambientali e sociali diventa un fattore competitivo e la sostenibilità non più un valore aggiunto, ma una condizione necessaria per restare competitive e accedere a finanziamenti pubblici e privati.
Il nostro Paese sta recependo le normative europee attraverso piani nazionali e incentivi mirati, con un’attenzione crescente verso imprese e cittadini. Il settore delle energie rinnovabili continua a crescere, trainato da fotovoltaico ed eolico: tuttavia, per garantire una transizione energetica efficace, è necessario investire anche in reti intelligenti, sistemi di accumulo e maggiore efficienza. Anche il settore del Servizio idrico e in grande fermento a seguito della messa a terra delle ultime direttive su acque potabili e acque reflue, con maggiore attenzione alla qualità delle acque, al loro recupero, al loro impatto sull’ambiente anche durante i processi di trattamento che sono costretti ad abbattere il consumo di energia e le emissioni climalteranti.
La manifestazione mette insieme istituzioni, imprese, ricerca e professionisti, con l’obiettivo di far incontrare domanda e offerta di tecnologie e competenze. Quanto si riesce davvero a incidere sui processi decisionali e sugli investimenti?
La presenza di importanti soggetti istituzionali a livello nazionale e regionale, caratteristica di ECOMED fin dalla sua genesi, continua a consentire, tramite l’imponente attività convegnistica, l’amplificazione dei messaggi della comunità scientifica, catalizzando l’efficacia delle soluzioni proposte dalle aziende attraverso la condivisione diretta con gli stakeholder. Anche il confronto che si propone sui piani e i programmi di governo consente alle aziende di meglio “targhettare” le proprie soluzioni tecnologiche e quindi essere più focalizzate, competitive ed efficaci anche in vista delle anticipazioni ricevute sui possibili e prossimi finanziamenti.
ECOMED coinvolge anche il mondo accademico e contribuisce a orientare le competenze future. Quali sono le professionalità che oggi mancano o risultano insufficienti per sostenere la transizione nei diversi settori rappresentati in fiera?
Con l’accelerazione della transizione ecologica e l’ingresso della sostenibilità tra i pilastri strategici delle aziende, sta emergendo la richiesta di figure professionali nuove, in qualche modo ibride, cioè capaci di coniugare competenze ambientali, sociali, tecnologiche e manageriali, specializzate in sostenibilità nelle sue differenti declinazioni Per affrontare in maniera sistemica le sfide globali del clima, della biodiversità, delle disuguaglianze sociali e della gestione efficiente delle risorse, infatti, servono competenze tecniche avanzate e una formazione trasversale, per futuri professionisti di domani capaci di leggere il cambiamento, anticiparlo e persino guidarlo.
Ad esempio, l’introduzione della Direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) ha reso obbligatorio il bilancio di sostenibilità per un numero crescente di imprese, aumentando la richiesta di professionisti esperti in gestione della sostenibilità, compliance ESG e audit -i cosiddetti Sustainability Manager.
Ma servono anche professionisti in grado di raccogliere, interpretare e analizzare gli indicatori legati alle performance ambientali, sociali e di governance di un’impresa, supportando le aziende e gli investitori nell’integrare considerazioni di sostenibilità nelle decisioni strategiche e operative e nasce quindi l’ESG Data Analyst-
Ma le imprese cercano anche esperti nella progettazione di sistemi circolari (dall’eco-design alla gestione dei rifiuti, dalla simbiosi industriale, al riuso delle risorse) in grado di ripensare modelli produttivi e di consumo per ridurre sprechi e rigenerare valore. Si parla in questo caso di Circular Economy Consultant, che oggi è fra i green jobs più richiesti in Italia.
Con la crescita delle fonti energetiche pulite, le richieste per professionisti che sappiano sviluppare, implementare e gestire le nuove soluzioni nel panorama energetico sono in forte crescita. Si può allora considerare la figura del Renewable Energy Specialist
Infine, l’Energy & Sustainability Consultant, che padroneggia strumenti normativi, analitici e progettuali supporta con un approccio trasversale, aziende e pubbliche amministrazioni nell’efficientamento energetico, nella pianificazione ambientale e nella definizione di strategie sostenibili.
Queste nuove definizioni devono però avere dietro una forte base di quelli studi tradizionali come l’ingegneria, l’economia, la fisica, la matematica, l’informatica, la chimica, senza le quali qualunque iperspecializzazione non può garantire il necessario approccio olistico e sistemico che viene richieste nelle sfide del futuro.
Il programma congressuale appare molto strutturato, con focus su temi come termovalorizzazione, simbiosi industriale, gestione idrica e adattamento climatico. Quali di questi temi rappresentano oggi le principali criticità operative per il Sud e per la Sicilia?
Potremmo dire tutti quelli che ha citato per i ritardi che la Regione sconta dalle politiche passate, spesso miopi e male indirizzate a favore del conservare le posizioni di vantaggio di pochi. Siamo infatti una regione con un tasso di smaltimento abnorme in discarica dei rifiuti urbani e degli scarti della raccolta differenziata perché per decenni abbiamo rinunciato a recuperare l’energia dei rifiuti credendo che la termovalorizzazione è un nemico dell’economia circolare quando in realtà ne è il perfetto alleato. I nostri poli petrolchimici rappresentano dei modelli di simbiosi industriale tra i più lungimiranti eppure c’è chi non si rende conto che mettere un depuratore a servizio di più aziende nasconda un comportamento ambientalmente insostenibile. Le nostre reti idriche, come quelle fognarie sono dei colabrodi e stiamo ancora patendo enormi ritardi nell’adeguamento dei sistemi di depurazione che solo negli ultimi anni faticosamente si sta cercando di sanare. E sono sotto gli occhi di tutti i danni causati dal Ciclone Henry ma anche tutti quelli del dissesto idrogeologico in Regione che ci fanno comprendere come ci dobbiamo adeguare al più presto con interventi che prevengano le catastrofi causate da un clima sempre più aspro ed energico.
Vuole parlarmi di qualcosa che non le ho chiesto e ritiene importante?
Solo una battuta su un aspetto spesso trascurato. Ecomed è una manifestazione ad ingresso totalmente gratuito, supportata dalle tante aziende che si stanno operando per migliorare la sostenibilità del nostro Paese e che credono sempre di più nella forza del confronto che caratterizza la manifestazione. Questo significa dare alla comunità tutta, dall’imprenditore allo studente della scuola superiore, un accesso accelerato all’informazione ed alla cultura dell’ambiente perché, ECOMED certamente vuole mettere a contatto, in un alchimia sempre più feconda, l’offerta di soluzioni con la richiesta delle stesse, ma lo vuole fare, e lo ha sempre fatto in modo trasparente e accessibile alla percezione e valutazione di qualunque graditissimo visitatore.










