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Sono 14 i percorsi formativi per disoccupati / inoccupati dell’Area Professionale “Cultura, Informazione e Tecnologie Informatiche” pubblicati nell’avviso della Regione Siciliana per la formazione professionale. E poi ci sono percorsi formativi nell’ambito dei settori Agro-Alimentare, Manifatturiero, Meccanico e Artigianato, Edilizia e Impianti, Servizi alla persona, Servizi commerciali – area comune e Turismo Sport – Servizi turistici.
Non profili qualunque, ma il frutto di analisi dei fabbisogni e delle disponibilità con l’obiettivo di creare competenze che davvero possano essere spese nel mondo del lavoro.
Si tratta di figure legate ai fabbisogni delle imprese e con loro è stata fatta la scelta delle figure professionali su cui puntare. Questa è una importante novità nel panorama della formazione professionale rivolta agli adulti.
Hanno contribuito alla scelta Confindustria Sicilia e Ance Sicilia che hanno fatto un’analisi del fabbisogni aziendali e insieme al presidente della Regione, Renato Schifani, hanno firmato un protocollo d’intesa.
L’obiettivo è chiaro: finanziare corsi ritagliati su misura per i posti di lavoro effettivamente disponibili nelle aziende superando il tanto raccontato gap tra domanda e offerta.
Lo si dice chiaramente nell’obiettivo dichiarato dell’avviso: “Promuovere l'apprendimento permanente, in particolare le opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione flessibili per tutti, tenendo conto delle competenze imprenditoriali e digitali, anticipando meglio il cambiamento e le nuove competenze richieste sulla base delle esigenze del mercato del lavoro, facilitando il riorientamento professionale e promuovendo la mobilità professionale.”
Per costruire il nuovo Catalogo regionale dell’offerta formativa, la Regione Siciliana mette in campo 100 milioni di euro nell’ambito del Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027. Il 50 per cento dei fondi è destinato alle macro famiglie di qualifiche richieste da Confindustria e Ance.
L’avviso è rivolto agli enti di formazione accreditati con sede operativa nel territorio regionale, che potranno presentare istanza di inserimento dei percorsi nel Catalogo dell’offerta formativa entro il 27 marzo 2026. I percorsi saranno attivati entro il prossimo 3 giugno.
Nel catalogo formativo promosso dalla Regione Siciliana rientra un ampio ventaglio di profili professionali legati all’ambito tecnologico e dell’innovazione, con percorsi strutturati in larga parte su 600 ore di formazione più 54 ore obbligatorie.
I corsi riguardano principalmente tre ambiti: grafica e comunicazione multimediale, sviluppo e gestione di siti web, e informatica applicata alle reti e alle telecomunicazioni, comprendendo anche competenze su sicurezza, sistemi e infrastrutture digitali. Accanto a questi, sono previsti percorsi tecnici legati alla progettazione con sistemi CAD e alle reti in fibra ottica.
L’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, inserisce la misura nell’ambito di un’azione regionale più ampia che mette insieme misure come il south working e la decontribuzione per le assunzioni con gli investimenti sulle grandi opere nell’Isola da parte di grossi gruppi imprenditoriali.
“La sottoscrizione del protocollo si inserisce in una scelta politica precisa del governo regionale – ha aggiunto l’assessore Mimmo Turano – e segna una svolta per la formazione professionale in Sicilia. Finalmente viene creato un sistema che finanzia la domanda, agganciando i fabbisogni delle imprese all’offerta formativa e rispondendo al meglio alle esigenze delle imprese”, afferma.
“Prendiamo favorevolmente atto di questa grande manifestazione di fiducia da parte del governatore Schifani, condivisa dall’assessore Turano, verso il nostro settore – afferma Salvo Russo – e assicuriamo tutto il nostro impegno affinché i soggetti formati con questo avviso possano trovare nelle nostre imprese interlocutori affidabili e interessati”.
“Un’impresa su cinque non trova le persone di cui ha bisogno – sottolinea il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona – con un tasso di mismatch tra domanda e offerta di lavoro che in Sicilia è al 60%. Apprezziamo, dunque, una scelta che va nella direzione di un radicale cambio di paradigma: occorre passare da una formazione per discipline, appannaggio dei soli formatori, ad una didattica project-based, costruita sulle competenze e realizzata in collaborazione con le forze produttive».










