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Trasformare l’inclusione in opportunità concreta di lavoro qualificato nel settore digitale.
È questa la sfida alla base di “Numeri che contano”, il progetto avviato dalla tech school italiana Develhope con il sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, che punta a formare 100 giovani migranti tra i 18 e i 34 anni residenti nelle regioni del Mezzogiorno.
Il programma si rivolge a giovani di prima e seconda generazione che vivono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, territori dove la crescita dei flussi migratori si intreccia con fragilità economiche e difficoltà di accesso al lavoro qualificato.
Secondo il XV Rapporto “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia 2025” del Ministero del Lavoro, il tasso di occupazione degli stranieri non appartenenti all’Unione Europea ha raggiunto il 57,6%.
Un dato che evidenzia una presenza ormai strutturale nel mercato del lavoro italiano, ma anche la necessità di rafforzare percorsi di formazione e integrazione professionale. Allo stesso tempo, il settore tecnologico continua a registrare una forte domanda di competenze digitali che spesso le imprese faticano a reperire. È proprio in questo spazio che si inserisce l’iniziativa.
«“Numeri che contano” nasce dall’incontro tra due trasformazioni che stanno cambiando il Paese: la digitalizzazione del lavoro e i nuovi flussi migratori che interessano soprattutto il Sud Italia», spiega Alessandro Balsamo, co-founder di Develhope. «Molti giovani arrivano con grande motivazione ma con poche opportunità di accesso a formazione qualificata. Il nostro obiettivo è colmare questo divario».
Il programma offre percorsi online gratuiti della durata tra 10 e 16 settimane, con tre lezioni live settimanali integrate da contenuti on demand ed esercitazioni pratiche.
I partecipanti possono scegliere tra diversi indirizzi ad alta richiesta occupazionale:
Web Development
Data & Artificial Intelligence
UX/UI Design
Digital Marketing
Oltre alla formazione tecnica, il progetto include moduli di Human Development, dedicati allo sviluppo delle competenze trasversali, all’educazione finanziaria e alle life skills.
È previsto inoltre un percorso strutturato di career coaching, con supporto nella preparazione del curriculum, simulazioni di colloqui, costruzione del profilo LinkedIn e momenti di networking con aziende.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere un tasso di completamento superiore all’85% e garantire almeno il 60% di inserimenti lavorativi in ruoli digitali qualificati entro 6-9 mesi dalla fine dei corsi.
Il progetto punta a coinvolgere circa 100 partecipanti, organizzati in 5-6 classi online. Le candidature stanno arrivando da diverse regioni del Sud e, nelle prime fasi del programma, sono già 37 i giovani iscritti.
Particolare attenzione è dedicata alla partecipazione femminile: circa il 60% dei posti è riservato a donne tra i 18 e i 25 anni, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione del divario di genere nelle professioni digitali e STEM.
Per raggiungere i potenziali partecipanti, Develhope ha attivato una rete di collaborazione con centri SAI, associazioni, cooperative locali e amministrazioni pubbliche, tra cui il Comune di Palermo, oltre a organizzazioni del terzo settore attive nei percorsi di accoglienza e integrazione.
«Non si tratta solo di insegnare competenze tecniche», sottolinea Balsamo. «Accompagniamo i partecipanti in un percorso professionale completo, affinché la formazione si trasformi in una reale opportunità di lavoro».
Fondata nel 2019, Develhope è una tech school italiana specializzata nella formazione su competenze digitali ad alta domanda. La società collabora con oltre 350 aziende, tra cui Amazon, Accenture, Vodafone ed Engineering, e registra un tasso di placement dell’80% nei mesi successivi al completamento dei corsi.
L’iniziativa “Numeri che contano” si inserisce nella strategia della scuola di sviluppare programmi di formazione ad alto impatto sociale, rivolti a persone provenienti da contesti svantaggiati, rifugiati e giovani NEET.
Secondo Giovanna Paladino, executive director del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, il progetto rappresenta «un intervento concreto per valorizzare il potenziale dei giovani migranti e trasformarlo in competenze professionali, favorendo l’integrazione nel mercato del lavoro e contribuendo allo sviluppo dei territori».
In un contesto in cui l’Italia affronta sfide demografiche e trasformazioni profonde del mercato del lavoro, la formazione digitale può diventare uno strumento strategico per ridurre le disuguaglianze.
«Il talento è ovunque, ma le opportunità no», conclude Balsamo. «Investire in competenze digitali significa offrire a questi giovani la possibilità di costruire una carriera e, allo stesso tempo, rafforzare il capitale umano di cui il Paese ha bisogno».










