
La formazione sulla sicurezza sul lavoro si sposta sempre più verso modelli digitali e ibridi. Realtà virtuale, piattaforme di gestione dei corsi, micro-learning e strumenti di intelligenza artificiale entrano nei percorsi formativi che aziende e lavoratori devono seguire per legge.
Tecnologie che non sostituiscono la formazione tradizionale, ma la affiancano e in alcuni casi la rendono più efficace.
Il tema è al centro del volume “100 esperienze di sicurezza sul lavoro”, guida pratica alla prevenzione pubblicata da Forema, società di formazione di Confindustria Veneto Est, che recepisce le novità del nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza.
Integrazione di vita reale e vita digitale
Il nuovo Accordo riconosce esplicitamente tre modalità di erogazione dei corsi: in presenza, in videoconferenza sincrona e, per alcune parti teoriche, in e-learning.
Il modello che si sta affermando è quello della formazione “blended”, che combina momenti online e attività pratiche.
Le lezioni teoriche possono essere seguite a distanza, mentre le esercitazioni restano in presenza. Le piattaforme digitali, i cosiddetti Learning Management System, permettono di organizzare i corsi, gestire le iscrizioni, distribuire materiali e registrare la partecipazione dei lavoratori, tracciando connessioni, test e risultati delle verifiche.
Tra le tecnologie più utilizzate c’è la realtà virtuale.
Commettere errori senza conseguenze reali
Le simulazioni immersive permettono di ricreare ambienti di lavoro e situazioni di rischio difficili da riprodurre durante una lezione tradizionale: evacuazioni, uso di estintori, interventi in spazi confinati o movimentazione di carichi. I partecipanti possono sperimentare decisioni operative in un ambiente controllato, commettere errori senza conseguenze reali e analizzare poi le scelte fatte durante la simulazione.
Non può mancare l’intelligenza artificiale. I sistemi di analisi dei dati possono elaborare i risultati dei test, i tempi di risposta o le interazioni dei partecipanti per individuare difficoltà ricorrenti e suggerire contenuti di approfondimento.
In alcuni casi l’AI viene utilizzata anche per analizzare materiali come report di quasi-incidenti, osservazioni raccolte durante i corsi o discussioni tra i partecipanti. Assistenti digitali, inoltre, propongono domande sui casi analizzati durante il corso e aiutano i partecipanti a rielaborare l’esperienza prima del confronto con il formatore.
Tra gli strumenti utilizzati anche gli strumenti di micro-learning. Brevi contenuti formativi, quiz e checklist consultabili da smartphone che aiutano a mantenere l’attenzione sui comportamenti di sicurezza anche dopo la conclusione del corso.










