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SIFI, esuberi ridotti: da 52 a 43. L'accordo passa ora al voto dei lavoratori

09-03-2026 05:00

Redazione

Salute digitale ricerca formazione, Flusso,

SIFI, esuberi ridotti: da 52 a 43. L'accordo passa ora al voto dei lavoratori

Una trattativa serrata riduce il numero dei licenziamenti annunciati nello stabilimento di Aci Sant’Antonio. Il 12 marzo si vota

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Una trattativa serrata riduce il numero dei licenziamenti annunciati nello stabilimento di Aci Sant’Antonio. Il 12 marzo l’assemblea dei dipendenti deciderà se ratificare l’intesa.

 

Dopo settimane di tensione e mobilitazioni, arriva un primo risultato nella vertenza che riguarda la SIFI S.p.A., storica azienda farmaceutica del territorio etneo controllata dal gruppo spagnolo Faes Farma.

La procedura di licenziamento collettivo, inizialmente avviata con 52 esuberi su 369 lavoratori nello stabilimento di Aci Sant’Antonio, è stata ridimensionata.

Il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL, insieme alle RSU, ha portato infatti alla riduzione degli esuberi a 43 unità, con l’impegno dell’azienda a tentare un’ulteriore riduzione di altre quattro posizioni attraverso uscite volontarie.

Un accordo dopo settimane di confronto

L’intesa è stata raggiunta al termine del settimo incontro tra le parti, svoltosi il 6 marzo nei locali di Confindustria Catania.

A rappresentare la società durante il negoziato è stato Angelo Tudisco, responsabile delle risorse umane della SIFI, insieme ai rappresentanti di Confindustria Catania.

Il risultato arriva dopo la controproposta sindacale presentata il 5 marzo, accolta dall’azienda e trasformata in una ipotesi di accordo.

Ora la parola passa ai lavoratori.

Il 12 marzo la decisione dei dipendenti

L’ipotesi di intesa sarà infatti sottoposta alla ratifica dell’assemblea dei lavoratori convocata per il 12 marzo, che si terrà direttamente nello stabilimento SIFI alle ore 15.

Sarà un passaggio decisivo: i dipendenti dovranno valutare se accettare l’accordo o se proseguire il percorso di mobilitazione.

Nel frattempo le parti hanno concordato di estendere la fase sindacale fino al 20 marzo.

Incentivi all’esodo volontario

Il cuore dell’intesa riguarda la priorità assoluta alle uscite volontarie, accompagnate da un sistema di incentivi economici.

Le somme saranno calcolate in mensilità nette sulla media dell’ultimo trimestre di retribuzione, oltre al pagamento del TFR e dell’indennità sostitutiva del preavviso.

È prevista inoltre una transazione individuale ai sensi degli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile, da formalizzare entro 10 giorni dalla comunicazione di licenziamento.

Le spettanze economiche dovranno essere corrisposte entro il 31 dicembre 2026.

I criteri per eventuali licenziamenti

Nel caso in cui le uscite volontarie non fossero sufficienti, si applicheranno i criteri stabiliti dall’articolo 24 della legge 223 del 1991.

In particolare saranno considerati:

carichi familiari;

anzianità di servizio;

esigenze tecnico‑produttive e organizzative dell’azienda.

Gli eventuali licenziamenti dovranno essere effettuati entro 120 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo, con preavviso lavorato oppure indennizzato.

L’azienda dovrà inoltre procedere alla comunicazione all’INPS entro 7 giorni.

I sindacati: "risultato importante ma parziale"

Per il segretario generale della FILCTEM CGIL di Catania, Jerry Magno, l’esito della trattativa rappresenta un primo passo significativo.

"Si tratta di un risultato importante, seppur parziale, ottenuto grazie alla determinazione dei lavoratori e all’azione unitaria delle organizzazioni sindacali", ha dichiarato.

Secondo il sindacalista, il confronto ha permesso di ridurre significativamente il numero degli esuberi e di ottenere condizioni economiche più tutelanti per le eventuali uscite volontarie.

Resta però aperta la partita sul futuro dello stabilimento.

Il futuro dello stabilimento SIFI

L’assemblea del 12 marzo rappresenterà ora un passaggio cruciale per l’intera vertenza.

Saranno infatti i lavoratori a decidere se ratificare l’intesa raggiunta oppure se proseguire il percorso di mobilitazione e confronto per difendere l’occupazione e il futuro dello storico stabilimento farmaceutico etneo.

Una vicenda che continua a essere seguita con grande attenzione dal territorio, dove la SIFI rappresenta da quasi novant’anni una delle principali eccellenze industriali nel settore dell’oftalmologia.

 

Cronologia della vertenza SIFI

1935 – Nasce SIFI a Catania
Fondata dai farmacisti Antonino Benanti e Carmelo Chines, l’azienda diventa negli anni una delle principali realtà italiane dell’oftalmologia.

Giugno 2025 – Acquisizione internazionale
La società viene acquisita dal gruppo farmaceutico spagnolo Faes Farma, che punta a rafforzare la propria presenza globale nel settore oculistico.

Inizio 2026 – Annuncio della ristrutturazione
L’azienda avvia una procedura di licenziamento collettivo con 52 esuberi su 369 dipendenti nello stabilimento di Aci Sant’Antonio.

Febbraio 2026 – Mobilitazione dei lavoratori
Sindacati e dipendenti organizzano iniziative di protesta e un sit‑in davanti a Confindustria Catania per chiedere il ritiro dei licenziamenti.

5 marzo 2026 – Controproposta sindacale
FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL presentano una proposta alternativa per ridurre il numero degli esuberi.

6 marzo 2026 – Ipotesi di accordo
Dopo il settimo incontro tra azienda e sindacati, gli esuberi vengono ridotti da 52 a 43, con l’impegno a ridurre ulteriormente il numero attraverso uscite volontarie incentivate.

12 marzo 2026 – Voto dei lavoratori
L’assemblea dei dipendenti sarà chiamata a ratificare o respingere l’accordo, decidendo il futuro della vertenza e dello stabilimento etneo.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

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