La Sicilia si prepara a una giornata dedicata all’energia condivisa. Il 23 gennaio, all’ex Macello di Paternò, le comunità energetiche, le associazioni del terzo settore e le istituzioni locali si incontreranno per discutere modelli solidali di gestione dell’energia e strategie di sviluppo sostenibile per il territorio. SCER, Comunità Energetiche per condividere energia rinnovabile e solidale è il titolo del convegno.
L’evento, organizzato dal Presidio partecipativo del Patto del Fiume Simeto insieme a Federcer Mediterraneo e alle Per Etna, Simeto e Stella Aragona, rappresenta l’appuntamento conclusivo di un ciclo di convegni diffusi in tutta la Sicilia.
Un’occasione per presentare un manifesto per lo sviluppo delle CER solidali, con strumenti di ascolto, coprogettazione e coprogrammazione tra enti del terzo settore e pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è diffondere pratiche che mantengano l’energia sul territorio e facciano ricadere i proventi sui soggetti più vulnerabili dal punto di vista energetico.
“Vogliamo avviare un percorso di amministrazione condivisa — spiega l’ingegnere Salvatore Raciti, presidente di Federcer Mediterraneo —, creando un dialogo stabile tra enti del terzo settore e pubbliche amministrazioni. L’energia deve restare sul territorio e i benefici devono arrivare a chi ha più bisogno”.
Negli ultimi anni, la Sicilia ha visto crescere le comunità energetiche da 46 a 75, senza contare altre forme di autoconsumo diffuso che portano il totale a oltre 100 esperienze attive. Un incremento che dimostra l’interesse dei cittadini e degli enti locali, non sempre però sostenuto da strumenti e finanziamenti adeguati. “Molte pratiche sono ancora in istruttoria — sottolinea Raciti — e i bandi regionali finora hanno avuto una risposta limitata. Serve un approccio più mirato per far crescere davvero il settore”.
Il manifesto del convegno mette al centro la parola “insieme”: cooperazione tra enti del terzo settore, co-progettazione con le amministrazioni e creazione di modelli replicabili su scala regionale. L’idea è sviluppare comunità energetiche solide, non a scopo di lucro, che possano sostenere nuovi soggetti e diventare un motore per lo sviluppo locale.











