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Proteggere il patrimonio marino con la tecnologia: il progetto Aquasmartt

16-01-2026 06:00

Gaia Viscuso

AI e tecnologie immersive, Flusso,

Proteggere il patrimonio marino con la tecnologia: il progetto Aquasmartt

La cura dei beni culturali sottomarini attraverso dati tra sensori, droni di superficie (ASV) dotati di side scan sonar e veicoli sottomarini

Definire e ottimizzare le tecnologie di comunicazione wireless in ambienti sottomarini e di superficie con la funzione di tutelare i beni culturali degli ecosistemi marini.
“Aquasmartt” è un progetto nato all’interno del programma “Restart” sostenuto dai fondi del PNRR e condiviso tra Università di Catania, Padova, e Roma Sapienza. 

 

Come spiega Fabio Busacca, ricercatore presso DIEEI e docente presso il corso di Communications Engineering UNICT: 
“Aquasmartt nasce da “Delias”, un progetto di ricerca nato precedentemente, il cui obiettivo era colmare il divario tra la ricerca scientifica avanzata (nanotecnologie, chimica dei materiali) e la pratica quotidiana del restauro. Tra gli obiettivi, significativa era anche l’attenzione destinata al patrimonio sommerso (tecnologie specifiche per il ritrovamento, il monitoraggio e la conservazione dei beni archeologici sottomarini). Dal concetto di tutela dei beni culturali e salvaguardia degli ecosistemi marini, è nato Aquasmartt”.


Due iniziative diverse per contesto e obiettivi specifici, ma connesse da una visione comune: usare la ricerca per conoscere, monitorare e proteggere ambienti e patrimoni fragili.


“In Sicilia si trova un sito archeologico sommerso con anfore romane lasciate (intenzionalmente) sul fondale, (intenzionalmente, sia per etica, sia per paura di distruggerle). 


Le tecnologie di Aquasmartt sono state testate su quest’area marina di Capo Mulini. Il loro monitoraggio avviene attraverso dei dati, frutto della comunicazione tra sensori visibili tramite un database e attraverso droni di superficie (ASV) dotati di side scan sonar e veicoli sottomarini (ROV) con telecamere. 


Il sonar permette di “leggere” il fondale interpretando il ritorno delle onde acustiche, mentre il ROV consente un’ispezione visiva diretta dello stato di conservazione dei reperti”, spiega Fabio Busacca. 


“Uno degli elementi di Aquasmartt è anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei nodi di comunicazione. Non nei sensori in senso stretto, ma nelle schede elettroniche che fungono da “cervello” del sistema. L’obiettivo è comunicare nel modo più efficiente possibile: Dove efficiente significa un po' bilanciare la qualità della comunicazione e il consumo energetico, di solito.

 

 

L’uso di questi sistemi di comunicazione può diventare la tecnologia abilitante per molti tipi di installazioni di reti di sensori. Dal monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici, della qualità dell’acqua, della biodiversità e dell’erosione costiera, ma può essere adattato al monitoraggio delle infrastrutture costiere che preservano le coste da inondazioni e maremoti.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

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