
Nel 2025 l’Italia ha tremato 15.759 volte, una media di circa 43 terremoti al giorno. In questo quadro, la Sicilia si conferma la regione con il maggior numero di terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0: sull’isola sono stati localizzati 288 eventi ≥ 2.0, a dimostrazione del fatto che il terremoto in Sicilia non è un evento raro né un’eccezione, ma una presenza costante, spesso silenziosa, talvolta chiaramente avvertita.
Nel 2024 il primato oggi siciliano era detenuto dall’Emilia-Romagna; nel 2025 la Sicilia passa in testa, seguita da Campania e Calabria, mentre all’estremo opposto si colloca la Sardegna, con appena 19 eventi ≥ 2.0 nell’intero anno.
È il bilancio tracciato dallo speciale “2025, un anno di terremoti” pubblicato da INGVterremoti, che restituisce l’immagine di un’attività sismica diffusa e continua su tutto il territorio nazionale.

L’anno appena trascorso non ha registrato grandi terremoti: nessuno ha superato la magnitudo 5.0. I più forti hanno raggiunto magnitudo tra 4.0 e 4.9, ventuno in totale, e il più significativo si è verificato il 14 marzo nel Mar Adriatico, in area garganica, a una decina di chilometri al largo della costa della provincia di Foggia. Con magnitudo Mw 4.8, il sisma fa parte di una sequenza sismica attiva da marzo 2025 a nord del Promontorio del Gargano, vicino al Lago di Lesina.
Il secondo terremoto più forte d’Italia si è invece verificato proprio in Sicilia. Il 7 febbraio, intorno alle 16, nell’area delle Isole Eolie è stata registrata una magnitudo di 4.7, con epicentro a circa 50 chilometri dalla costa settentrionale della Sicilia, tra le isole di Alicudi e Filicudi, a una profondità di 17 chilometri. L’evento principale è stato seguito da altre quattro scosse di magnitudo inferiore, comprese tra 2.5 e 3.4.
Nel complesso, dei 15.759 terremoti localizzati in Italia, 1.566 hanno avuto magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9, 181 si sono collocati tra 3.0 e 3.9 e 21 hanno raggiunto magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9. Questi dati confermano una presenza costante della sismicità in Sicilia, che resta tra le regioni italiane più attive sia per frequenza di scosse sia per eventi di magnitudo superiore alla media nazionale, con una distribuzione che segnala al contempo la prevalenza di terremoti piccoli e la presenza di episodi di maggiore energia.











