
Un anno di numeri record che raccontano come la leva amministrativa possa incidere su sviluppo, sostenibilità e attrattività del territorio.
Oltre mille pratiche esaminate in un solo anno
Nel corso del 2025 la Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana ha esaminato 1.106 pratiche, rilasciando 865 pareri ambientali positivi.
Il dato più significativo riguarda il volume economico complessivo degli interventi autorizzati: oltre 7 miliardi di euro di investimenti che interessano settori strategici come infrastrutture, energia, rifiuti, depurazione, pianificazione territoriale e attività produttive.
Vedremo a breve quali le effettive ricadute sul territorio.
Secondo quanto emerge dal Report Produttività 2025 della CTS, le procedure analizzate nel solo anno superano quelle di molte amministrazioni regionali italiane, confermando un trend di crescita costante iniziato nel 2023 e consolidato nel triennio con oltre 3.100 pareri complessivamente esitati.
Tempi più rapidi e arretrati azzerati
L’attività della Commissione si è articolata in 24 sedute plenarie, più di 100 riunioni tecniche tra sottocommissioni e nucleo di coordinamento, con una gestione delle priorità che ha riguardato:
- opere pubbliche strategiche;
- interventi legati al PNRR;
- emergenza idrica e ciclo dei rifiuti;
- dissesto idrogeologico;
- pianificazione regionale e urbanistica.
Per questi ambiti, i pareri ambientali vengono resi entro 45 giorni, con un sostanziale azzeramento dell’arretrato.
Un elemento chiave per gli investitori è proprio la prevedibilità dei tempi amministrativi, che riduce il rischio procedurale e rende più bancabili i progetti, soprattutto in settori ad alta intensità di capitale.
Energie rinnovabili: il peso della transizione
Il comparto delle fonti energetiche rinnovabili rappresenta la quota più rilevante del lavoro svolto nel 2025.
La CTS ha esaminato progetti per oltre 4 GW di potenza complessiva, tra fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico.
Di questi, 376 procedure hanno ottenuto parere ambientale positivo, per una capacità autorizzata pari a circa 3,7 GW.
Un volume che colloca la Sicilia tra le regioni più dinamiche sul fronte della transizione energetica, anche grazie all’introduzione di condizioni ambientali stringenti, come l’interramento dei cavidotti e misure di mitigazione paesaggistica, finalizzate a ridurre l’impatto sul territorio.
Dalla VIA alla VAS: il ruolo sistemico della Commissione
Oltre alle valutazioni su singoli progetti, la CTS ha operato in chiave sistemica su:
- procedure di VAS a livello comunale, regionale e nazionale;
- piani di settore, come l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti speciali;
- raccordo tecnico con le commissioni nazionali VIA-VAS e PNRR-PNIEC.
L’attività ha incluso anche verifiche di ottemperanza, audizioni dei proponenti, sopralluoghi e contributi tecnici a procedimenti complessi, rafforzando il ruolo della Commissione come snodo tra tutela ambientale e programmazione dello sviluppo.
Governance tecnica e capacità amministrativa
Il Report Produttività 2025 evidenzia come l’efficienza raggiunta sia legata a una riorganizzazione interna e a un rafforzamento delle competenze tecniche.
Il presidente della CTS, Gaetano Armao, ha più volte sottolineato la necessità di coniugare rapidità decisionale e rigore scientifico, in un contesto territoriale fragile come quello siciliano, particolarmente esposto agli effetti del cambiamento climatico e del consumo di suolo.
Un equilibrio che passa dall’adozione di linee guida operative, dalla standardizzazione delle procedure e da un dialogo costante con enti locali, ministeri e soggetti proponenti.
Un indicatore chiave per lo sviluppo regionale
Al di là dei numeri assoluti, il dato più rilevante del report riguarda il ruolo delle autorizzazioni ambientali come infrastruttura immateriale dello sviluppo.
Tempi certi, trasparenza procedurale e competenza tecnica diventano fattori determinanti per attrarre investimenti, soprattutto nei settori green, infrastrutturali e industriali.
In questo senso, il 2025 segna per la Sicilia un punto di consolidamento: non solo più pratiche evase, ma un modello amministrativo che inizia a incidere in modo strutturale sulla competitività del territorio.










