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Entro la fine del 2025 sono entrate in esercizio nuove infrastrutture della rete elettrica per un valore di circa 800 milioni di euro. È il quadro che emerge dall’aggiornamento di Terna, che porta a oltre 2 miliardi di euro il totale degli investimenti resi operativi dal 2023.
All’interno di questo contesto, la Sicilia non compare come una regione qualsiasi. Le opere sull’isola – dalle dorsali ad alta tensione ai collegamenti sottomarini – disegnano un ruolo strutturale nella rete nazionale, con effetti che vanno oltre il semplice rafforzamento locale.
Una dorsale orientale più robusta
Il primo passo di questa trasformazione è la linea elettrica a 380 kV Paternò–Pantano d’Arci–Priolo, consegnata a novembre 2025. L’elettrodotto attraversa le province di Catania e Siracusa, rafforzando una delle direttrici più sollecitate dell’isola. La nuova linea migliora la gestione dei flussi elettrici e riduce le congestioni, incidendo direttamente sulla stabilità della rete siciliana.
Tyrrhenian Link: l’isola come snodo nazionale
La centralità della Sicilia emerge ancora di più con il Tyrrhenian Link, collegamento sottomarino in corrente continua tra Sicilia, Sardegna e Campania. L’opera trasforma l’isola in un nodo strategico tra Sud, Centro e Nord Italia, capace di sostenere la distribuzione dei flussi energetici e l’integrazione della produzione da fonti rinnovabili.
Cantieri e numeri
Sull’isola sono attivi circa 18 cantieri, tra nuove linee, interventi di ammodernamento e opere legate ai grandi collegamenti nazionali. A livello nazionale, nel solo 2025 sono stati autorizzati 36 nuovi progetti per un valore di circa 1 miliardo di euro, mentre le opere entrate in esercizio dal 2023 superano i 2 miliardi di euro.
Il rafforzamento delle infrastrutture è collegato alla necessità di garantire continuità e sicurezza del servizio in contesti ad alta complessità, dai picchi di domanda alla gestione di grandi eventi, come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.










