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Al via i saldi invernali. Un momento atteso dai siciliani che sì comprano online, ma il digitale resta una scelta minoritaria. Nel 2024 solo poco più di tre persone su dieci tra i 16 e i 74 anni hanno effettuato almeno un acquisto via web. La maggior parte dei siciliani continua a preferire i negozi fisici, anche nelle fasi stagionali di maggiore spinta alla spesa come quella dei saldi.
Il dato emerge dal report “E-commerce” dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, pubblicato il 27 dicembre 2025, e colloca l’Isola nelle ultime posizioni a livello nazionale per diffusione degli acquisti online, insieme alle altre regioni del Mezzogiorno.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, saranno circa 16 milioni le famiglie che approfitteranno dei saldi invernali, con una spesa media di 137 euro a persona. Il giro d’affari complessivo atteso è pari a 4,9 miliardi di euro, confermando il ruolo dei saldi come uno dei principali appuntamenti commerciali dell’inizio dell’anno.
La fotografia dell’Isola si inserisce però in un quadro più ampio che riguarda l’intero Paese. Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, l’e-commerce in Italia resta un canale complementare, non dominante. Nel 2024 il valore complessivo del commercio elettronico B2C in Italia ha raggiunto 58,8 miliardi di euro, di cui 38,2 miliardi legati alla vendita di prodotti e 20,6 miliardi ai servizi.

Numeri in aumento che, tuttavia, non modificano l’assetto complessivo del mercato. Secondo la CGIA, circa il 90% delle vendite di beni continua a svolgersi attraverso canali fisici. La penetrazione dell’e-commerce sul totale del retail italiano si attesta al 13%, con un’incidenza dell’11% per i prodotti e del 17% per i servizi.
Tra il 2019 e il 2024 le vendite online in Italia sono cresciute del 72,4%, ma senza ridimensionare il ruolo del negozio fisico. Nello stesso periodo, la grande distribuzione organizzata ha registrato una crescita più moderata, mentre risultano in calo le vendite al di fuori dei canali tradizionali, come il commercio ambulante, porta a porta o tramite distributori automatici.
“In altre parole, - leggiamo sul report - se il commercio online sta aumentando la sua quota di mercato, i negozi tradizionali, seppur in difficoltà, continuano comunque a generare la maggior parte del fatturato delle vendite al dettaglio a beneficio dell’occupazione, del tessuto urbano e della qualità della vita”.

Nel quadro di CGIA la Sicilia resta una regione in cui la partecipazione agli acquisti digitali è inferiore alla media nazionale. Secondo gli ultimi dati Eurostat riferiti al 2024, il 53,6 per cento degli italiani ha realizzato un acquisto online di beni o servizi. La spesa più grande è per scarpe e accessori.
La percentuale più elevata di residenti per regione che negli ultimi 12 mesi ha effettuato un acquisto con il commercio elettronico è stata la Provincia Autonoma di Trento con il 49,2%. La Sicilia conta 1.472.000 persone che hanno acquistato online, ovvero il 30,7%.










