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La Sicilia cresce più di tutte le regioni, ma resta tra le più povere d’Italia

31-12-2025 05:00

Desirée Miranda

Sostenibilità Mobilità del Futuro, Flusso,

La Sicilia cresce più di tutte le regioni, ma resta tra le più povere d’Italia

Nel 2024 il Pil aumenta dell’1,8%, sopra la media nazionale, ma redditi e consumi pro capite restano tra i più bassi del Paese

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Nel 2024 la Sicilia è la regione italiana che registra la crescita economica più elevata. Il Pil aumenta dell’1,8% in volume, più di qualsiasi altra regione e ben oltre la media nazionale, che si ferma allo 0,7%. È il dato centrale che emerge dai Conti economici territoriali 2022-2024 dell’Istat.


Una Sicilia che corre, ma su una base fragile
Il dato sulla crescita va però letto alla luce della struttura di partenza dell’economia regionale. La Sicilia cresce più delle altre regioni, ma lo fa su livelli di Pil, reddito e consumi tra i più bassi del Paese. Anche variazioni percentuali elevate, in questo contesto, non modificano in modo significativo la posizione relativa dell’Isola nel quadro nazionale. Il fatto è che la crescita si innesta su una base economica poco solida, con effetti limitati sulla distribuzione del reddito.
Questa asimmetria — tra dinamica e livelli — attraversa l’intero set di indicatori restituiti dai Conti economici territoriali.


Il confronto con il resto del Paese
La crescita siciliana si colloca in un anno in cui l’economia italiana avanza lentamente e in modo diseguale. Il Nord-ovest cresce dell’1,0%, il Centro dello 0,8%, il Mezzogiorno nel suo complesso dello 0,7%. Il Nord-est, tradizionalmente tra le aree più produttive, registra una variazione quasi nulla (+0,1%).
In questo contesto, la Sicilia non solo fa meglio del resto del Sud, ma guida la classifica nazionale.


I settori: dove si concentra la crescita
Nel 2024 la crescita del Pil siciliano si concentra soprattutto nei servizi, che rappresentano la quota prevalente del valore aggiunto regionale, e nelle costruzioni, che continuano a mostrare una dinamica positiva anche nel Mezzogiorno. L’industria manifatturiera registra andamenti più deboli e irregolari.


Nel Mezzogiorno — e in Sicilia in particolare — questa struttura settoriale si inserisce in un contesto caratterizzato da livelli più bassi di produttività e di valore aggiunto per addetto. 


Quando si passa dai tassi di crescita ai livelli di ricchezza prodotta, il quadro cambia. Nel 2024 il Pil pro capite siciliano si attesta intorno ai 23,3 mila euro, un valore inferiore alla media del Mezzogiorno (24,8 mila euro) e molto distante da quello delle aree più ricche del Paese.


Nel Nord-ovest il Pil per abitante supera i 46,1 mila euro, nel Nord-est si colloca intorno ai 43,6 mila euro, mentre nel Centro raggiunge circa 40 mila euro. Anche in presenza di una crescita più sostenuta, la Sicilia continua quindi a produrre meno ricchezza per abitante.
 

Redditi e consumi: il Sud resta indietro, la Sicilia di più
La debolezza strutturale emerge con maggiore evidenza osservando redditi e consumi, indicatori che incidono direttamente sulla vita quotidiana. In Sicilia la spesa per consumi finali delle famiglie è pari a circa 17,2 mila euro pro capite, uno dei livelli più bassi in Italia.


Il reddito disponibile medio nel Mezzogiorno, che include la Sicilia, si ferma a 17,8 mila euro, contro i 25,9 mila euro del Centro-Nord. Il divario supera gli 8 mila euro annui e continua a rappresentare uno dei principali fattori di squilibrio territoriale.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

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