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La presenza diretta sui territori come fattore strategico per l’accesso al credito delle micro e piccole imprese. È questo l’elemento che UNI.CO. e CNA Sicilia indicano come centrale nel percorso di consolidamento del Confidi attivo nel Centro-Sud Italia, rafforzato nel 2025 dalle fusioni con le Cooperative di Garanzia di Napoli, Palermo Enna e Viterbo.
L’operazione ha esteso l’operatività di UNI.CO. a Sicilia, Campania e Lazio, affiancando Marche, Umbria, Abruzzo e Molise, e ha portato all’ingresso di oltre 15 mila nuove imprese socie e di circa 19 milioni di euro di patrimonio. Dopo il completamento delle fusioni, la cooperativa opera dunque su sette regioni, con una struttura organizzativa che prevede sedi e attività operative nei territori di riferimento.
Secondo il direttore generale Paolo Mariani, il rafforzamento territoriale non rappresenta un elemento accessorio ma una scelta di modello. “La crescita di UNI.CO. – afferma – è legata alla capacità di essere presenti nei contesti locali e di accompagnare le imprese con strumenti di credito costruiti a partire dalle specificità dei territori». Una linea sintetizzata anche nel motto adottato dalla cooperativa, “Il nostro Nord è il Sud””.
Sul punto intervengono anche il presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli, e il segretario regionale Piero Giglione. “Per il sistema produttivo siciliano è strategico poter contare su un Confidi che non operi a distanza, ma che sia fisicamente e operativamente presente nei territori, dialogando quotidianamente con imprese, banche e istituzioni”, dichiarano.
Secondo CNA Sicilia, la disponibilità di un Confidi strutturato e radicato consente di offrire un accesso al credito più tempestivo e coerente con le esigenze delle micro e piccole imprese, in una fase economica complessa per l’Isola.
Dal punto di vista dei dati, UNI.CO. è passata dalle 39.620 imprese socie e dai 56 milioni di euro di patrimonio del 2019 alle circa 97.000 imprese aderenti e a un patrimonio di 126 milioni di euro nel 2025. Il bilancio dell’esercizio in chiusura è previsto in positivo, a conferma della sostenibilità economica del modello adottato.










