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La dotazione PNRR per le Comunità energetiche rinnovabili (CER) è di 2,2 miliardi di euro, anzi no. Ve ne diamo 795 milioni, tanto l'obiettivo di nuova capacità di generazione elettrica è stato raggiunto così i soldi li usiamo per altri progetti.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha comunicato la riallocazione delle risorse destinate alle Comunità Energetiche Rinnovabili: la dotazione passa dagli iniziali 2,2 miliardi di euro a 795 milioni.
Secondo il dato riportato dal Gestore Servizi Energetici (GSE), le risorse richieste al 30 novembre 2025 ammonta a 1.456 milioni di euro per una potenza degli impianti oggetto delle richieste pari a 3.343,8 MW.
Insomma, le domande superano di gran lunga la dotazione ora disponibile.
Nel comunicato ufficiale il MASE la decisione è presentata come “una scelta del Governo nell’ambito della revisione complessiva del Piano, assunta per mettere in sicurezza tutte le misure senza perdere un solo euro di fondi europei”. Il tempo per chiudere la partita PNRR sta per finire e i progetti vanno chiusi e quindi si taglia dove possibile.
Il taglio ai fondi per le CER sarebbe motivato dal fatto che “al 20 novembre 2025, l’obiettivo originario PNRR di nuova capacità di generazione elettrica da FER pari ad almeno 1730 MW, in base ai dati forniti dal GSE, è stato superato con oltre 1759 MW, considerando il valore cumulato delle istanze progettuali presentate”.
La scelta ha suscitato reazioni dure da parte degli operatori e delle associazioni.
L’ing. Salvatore Raciti, Presidente di FederCer Mediterraneo, lamenta poca chiarezza da parte del Ministero. Ad esempio non specifica quale sia l’importo dei finanziamenti che hanno consentito di raggiungere 1759 MW. “Auspichiamo che il ministero autorizzi tutte le richieste effettuate, anche quelle che vanno oltre la dotazione annunciata o con le risorse restanti o con altre risorse equivalenti. - afferma Raciti -. È così che si aiutano le CER a crescere. Non importa se l’obiettivo indicato è stato già raggiunto, bene venga ulteriore potenza energetica pulita”.
E in effetti il MASE promette di farsi “parte attiva nel ricercare ulteriori risorse alle CER, in caso di fabbisogno, sia attraverso l’eventuale rifinanziamento della misura, sia tramite il ricorso ad altri piani di investimento nazionali o europei”.
Inoltre "Eventuali progetti che dovessero risultare ammissibili ma non immediatamente finanziabili nell’ambito dell’attuale dotazione potranno essere oggetto di prioritario monitoraggio, in modo da intercettare nuove risorse non appena disponibili”.
Nonostante le promesse però, il malumore rimane. Il Coordinamento FREE definisce la decisione “un segnale di scarsa affidabilità istituzionale che genera incertezza e colpisce duramente migliaia di cittadini, famiglie, piccole e medie imprese e amministrazioni locali”.










