C’è una linea sempre più evidente che unisce l’artigianato tradizionale alla trasformazione digitale. Una linea fatta di competenze, intuizioni, nuove tecnologie e soprattutto persone che credono nel valore dell’innovazione senza snaturare la cultura del fare.
Tra queste, una figura chiave è certamente Andrea Tassone, presidente provinciale di CNA Digitale Catania e direttore commerciale di OSAnet Srl, storica azienda catanese fondata nel 2001 e oggi punto di riferimento regionale per i servizi digitali dedicati a imprese ed enti pubblici.
Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il lavoro che quotidianamente porta avanti all’interno di CNA Digitale, costruendo un ponte tra tradizione e innovazione, accompagnando gli artigiani nell’uso consapevole degli strumenti digitali e valorizzando ciò che li distingue: la manualità, la creatività, l’unicità dei mestieri.
Presidente Tassone, come descriverebbe oggi la relazione tra artigianato e digitale? Quali sfide attendono le imprese artigiane siciliane?
“L’artigianato è il cuore pulsante dell’economia locale. Oggi, tuttavia, non può più prescindere dal digitale. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta una svolta potenzialmente straordinaria. La sfida è duplice: guidare gli artigiani nella comprensione delle tecnologie e allo stesso tempo tradurre questo linguaggio tecnico in strumenti realmente utili. Non parliamo di sostituzione, ma di supporto: aiutare chi lavora con le mani a velocizzare prototipi, disegni, amministrazione, marketing”.
Torniamo alle origini: come nasce OSAnet e quali sono state le tappe decisive dei suoi primi anni?
“OSAnet nasce nel 2001. Venivamo da un’esperienza familiare nella tecnologia: mio padre, dopo la chiusura della sua azienda, propose di ripartire insieme. Io ero un impiegato statale e facevo tutt’altro, ma accettai la sfida. Iniziammo come startup, distribuendo software per commercialisti, e poi deviammo verso il mondo della Pubblica amministrazione, proprio mentre iniziava la sua grande trasformazione digitale. Da lì in avanti siamo cresciuti: oggi realizziamo software “sartoriali” per enti pubblici e aziende private”
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L’intelligenza artificiale apre un nuovo capitolo. Come può essere applicata al lavoro artigiano?
“L’IA non deve sostituire l’artigiano. La mano dell’uomo resta centrale. Ma tutto ciò che ruota attorno al mestiere – progettazione, prototipi, comunicazione, gestione del tempo – può essere ottimizzato. Il nostro compito è far capire come queste tecnologie possano alleggerire il carico e valorizzare le competenze artigiane”.
Lei parla di tre assi fondamentali: formazione, traduzione, rispetto dei mestieri. Cosa significano concretamente?
"La formazione è indispensabile: oggi esistono decine di IA diverse e bisogna conoscerle per scegliere strumenti utili. La traduzione è il nostro ruolo: rendere comprensibili tecnologie complesse e adattarle ai bisogni di ogni mestiere.
Il rispetto dei mestieri è la base: l’artigianato non va snaturato. Va sostenuto, non sostituito".
Quali iniziative sta mettendo in campo CNA Digitale Catania per accompagnare gli artigiani?
“Abbiamo iniziato con incontri, workshop, momenti di confronto con categorie trasversali: panificatori, falegnami, barbieri, moda. Le domande sono sempre le stesse: “Come posso applicare l’IA al mio lavoro?”. Siamo nella fase di studio e verticalizzazione: individuare mestieri pilota, creare soluzioni ad hoc, e dal 2026 lanciare strumenti testati prima dagli associati, poi sul mercato”.
Quali sono le priorità del suo mandato come presidente?
“La più grande conquista è stata creare la rete d’impresa Sinergia, nata dentro CNA: dieci aziende informatiche che uniscono competenze, risorse e progettualità. Insieme possiamo competere, partecipare a bandi, crescere. Le parole chiave sono tre: aggregazione, formazione, trasferimento delle competenze a tutto il mondo CNA”.
La chiacchierata si chiude con una visione chiara: il futuro dell’artigianato passa dalla tecnologia, ma non dalla sua sostituzione. Il digitale, nelle parole di Tassone, non è un fine, ma uno strumento. Un alleato.
“L’artigiano – ricorda – deve continuare a usare le mani. Il digitale gli deve solo aprire nuove possibilità”.











