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In Italia la percezione delle competenze digitali non coincide con la realtà. Mentre gran parte della popolazione ritiene di “sapersela cavare” con computer e strumenti digitali, le rilevazioni dicono altro: solo il 30% degli intervistati raggiunge la sufficienza nelle competenze di base e appena il 17% mostra padronanza della suite Office.
Sul versante professionale, il quadro è ancora più netto. A fronte di oltre 136 mila annunci in un anno per profili ICT su LinkedIn, entrano nel mercato solo 73 mila nuovi specialisti.
Negli ultimi dieci anni i corsi universitari ICT sono aumentati da 670 a 850, con i Politecnici di Milano e Torino a trainare per qualità e quantità. Crescono anche le università telematiche, UniPegaso in testa, come le ITS Academy, ma ancora non basta. Il risultato è un rapporto di quasi due annunci per ogni professionista disponibile.
L’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025 individua quattro direttrici strategiche per colmare il divario: rafforzare l’offerta universitaria e ITS, garantire accesso equo alle competenze digitali fin dalla scuola primaria, creare un ecosistema integrato tra formazione, ricerca e imprese e valorizzare la riqualificazione continua della forza lavoro attraverso strumenti formativi e certificazioni condivise.
Guardiamo i numeri. Tra gennaio 2024 e settembre 2025 sono stati pubblicati oltre 222 mila annunci per professioni ICT. Il mercato è partito con un picco iniziale di quasi 20 mila annunci a gennaio 2024, per poi stabilizzarsi tra 10 e 12 mila posizioni mensili.
Il settore dei Servizi IT concentra oltre 71 mila annunci (43% del totale), seguito da Consulenza e Assistenza (12.262), Consulenza IT (8.672) e Ingegneria e Costruzioni (7.744). La diffusione di professioni ICT in filiere non tecnologiche — turismo, media, manifattura e sanità — indica come la digitalizzazione sia ormai integrata nei processi produttivi e gestionali di settori diversi.
Le competenze più richieste combinano abilità tecniche e trasversali. In cima alla lista figurano Ingegneria Informatica, Python e competenze generiche ICT, accanto a capacità comunicative e gestionali come negoziazione commerciale, gestione delle risorse umane e tecniche di vendita. La crescita più marcata si registra nel Prompt Engineering (+112%), a conferma della diffusione dell’Intelligenza Artificiale generativa nei processi aziendali.
Tra i profili più ricercati, lo Sviluppatore Software guida la graduatoria con oltre 14 mila annunci, seguito da IT Project Manager (9.610) e Software Engineer (8.465). Figure più specializzate, come Full Stack e Frontend Engineer, mantengono una presenza consistente, mentre ruoli tradizionali come Sistemista e Java Developer continuano a registrare richieste rilevanti. Accanto ai ruoli di sviluppo, permane la domanda per profili operativi e dati, tra cui Help Desk Specialist, Network Engineer, Data Engineer e Data Analyst.
Le figure della cybersecurity mostrano aumenti significativi: Cybersecurity Engineer +70%, Direttore Cybersecurity +63%, Addetto alla Cybersecurity +33%. Al contrario, i ruoli legati alle telecomunicazioni registrano cali marcati: Tecnico TLC -76%, Consulente TLC -65%. La flessione di alcune figure di sviluppo e analisi dati riflette un riassestamento verso competenze cloud, AI e automazione.
Tra le aziende che pubblicano più annunci figurano agenzie per il lavoro e grandi gruppi di consulenza come Jobbit, Gi Group, Adecco, Randstad, Openjobmetis e Michael Page, affiancate da realtà tecnologiche come Canonical, NTT DATA, Alten Italia, Avanade e Fincons Group.










