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Semplificazione amministrativa, infrastrutture competitive, uso efficace dei fondi europei, politica industriale moderna e capitale umano. Sono le cinque direttrici del Piano Florio, il patto proposto da Sicindustria per sostenere e rendere costante la crescita dell’economia siciliana. L’iniziativa, presentata dal presidente Luigi Rizzolo durante l’assemblea annuale dell’associazione, mira a trasformare una dinamica positiva ma episodica in una traiettoria stabile e duratura.
Gli industriali sottolineano che la Sicilia cresce più del resto del Mezzogiorno, che a sua volta supera la media nazionale. Secondo Rizzolo, "Il Mezzogiorno non è la periferia d’Italia: è la condizione della sua crescita futura". L’obiettivo del Piano è introdurre un metodo capace di garantire stabilità, superando i ritardi amministrativi e costruendo una cooperazione strutturata tra imprese e istituzioni, con regole certe e tempi definiti.
Semplificazione amministrativa
La riduzione dei tempi e la chiarezza normativa sono considerati strumenti essenziali per attrarre investimenti. Il presidente della Regione Renato Schifani ha osservato che "le istituzioni non possono essere spettatrici. La sfida dello sviluppo la si vince insieme", indicando accelerazione dei progetti e programmazione dei fondi europei come priorità.
Infrastrutture competitive
Le infrastrutture sono viste come leve strategiche per collocare la Sicilia nelle principali catene produttive del Mediterraneo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito l’isola "una piattaforma naturale dell’energia e della tecnologia", richiamando la possibilità di integrare energia rinnovabile, manifattura e innovazione.
Uso efficace dei fondi europei
L’ottimizzazione dei fondi Ue è indicata come condizione per consolidare la crescita. La gestione mirata delle risorse è ritenuta prioritaria per evitare dispersioni e ritardi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luigi Sbarra ha sottolineato che "nulla è cambiato rispetto alla gestione commissariale e il Sud ha guadagnato dalla creazione di un dipartimento dedicato".
Politica industriale moderna
Il Piano prevede il rafforzamento dei settori consolidati e il sostegno a nuove filiere. Sbarra ha ricordato l’aumento del valore degli investimenti agevolati nelle Zes, dal 7 al 13 per cento, e il passaggio da una programmazione annuale a triennale, definendo il modello un moltiplicatore del reddito: "Il governo sostiene un modello in cui imprese, lavoro e istituzioni remano nella stessa direzione".
Capitale umano
La crescita industriale è collegata alla disponibilità di forza lavoro qualificata. Il Piano evidenzia l’importanza di trattenere competenze e formare nuove professionalità. Carolina Varchi ha sottolineato: "Non più assistenza ma alleanza per far crescere le imprese e rendere la Sicilia capitale del Mediterraneo industriale".
Una prospettiva di crescita condivisa
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha definito il Piano Florio "una proposta concreta, che mette al centro i temi giusti". Secondo Orsini, la competitività nazionale dipende dal rafforzamento dei sistemi produttivi meridionali, e il patto tra imprese e istituzioni costituisce uno strumento per rendere stabile il percorso di crescita della Sicilia e del Mezzogiorno.










