Trovare parcheggio in città diventa sempre più una sfida ma ci sono delle idee che vogliono a facilitarne la ricerca e quindi la vita dei cittadini.
Una di queste soluzioni la propone l’azienda catanese ParkSmart.
Nata nel 2014, usa telecamere, algoritmi e un’applicazione per monitorare gli stalli liberi e segnalare dove conviene dirigersi per parcheggiare più comodamente.
Lo fa a Catania, grazie anche a un progetto in collaborazione con AMTS.
L’idea è quella di utilizzare la tecnologia per un servizio che agevola il cittadino nel parcheggio e le amministrazioni a monitorare il territorio e i suoi flussi, senza registrare o inviare immagini e quindi nel pieno rispetto della privacy.
Lo spiega il responsabile marketing dell’azienda Carlo Sciuto, che è anche presidente di CNA Digital, nella sua intervista ai nostri microfoni (guarda il video).
Un'azienda innovativa nel servizio che offre, ovvero una mobilità agile. Come lo fa?
Noi siamo andati nel 2014 con un progetto che era quello di utilizzare le telecamere, anche quelle già presenti sul territorio per la sicurezza, come sensore per capire se il parcheggio, la striscia blu lungo la strada, fosse libera oppure occupata. Con un sistema di computer vision e intelligenza artificiale abbiamo creato gli algoritmi per poter identificare, fare la detection delle auto e degli stalli chiaramente di parcheggio e essere in grado di fornire agli utenti l'informazione.
Quale elemento tecnologico rappresenta il vostro quid?
Sicuramente gli algoritmi di intelligenza artificiale che permettono di effettuare la detection degli oggetti che la telecamera guarda nella scena. Questo ci consente e ci ha consentito anche di ampliare il progetto. Oltre ad analizzare il parcheggio libero, cioè il match che facciamo fra l'oggetto stallo e l'oggetto auto, ci permette anche di contarle e quindi abbiamo l'analisi in tempo reale del traffico in quel pezzo di strada con la massima precisione. In più abbiamo la possibilità anche di avere una catalogazione per categoria di veicoli, quindi possiamo dire che stanno passando 10 auto, 4 biciclette, 3 motorini, un autobus. Questo non aiuta soltanto i cittadini, aiuta anche l'amministrazione a controllare il flusso veicolare nella propria città.
Parksmart ha in corso con il Comune di Catania un progetto importantissimo per la mobilità cittadina. Parliamone.
Sì, sicuramente in questi giorni sta per vedere la luce l'impianto più importante che finora è stato realizzato in Europa. È un impianto appunto di Smart Parking che utilizza le telecamere, la nostra tecnologia. Stiamo per monitorare circa un migliaio di stalli nel centro storico e quindi a breve, l'app dell'amministrazione comunale dell’AMTS, sarà in grado di segnalare i parcheggi liberi nelle zone che in questo momento sono già monitorate.
Possiamo dire quali sono le zone specifiche?
Sì, è proprio il centro storico, diciamo che è un quadrilatero che va dai Benedettini, scende fino alla zona per via Vittorio Emanuele, poi risale nella zona diciamo del convitto Cutelli, fino a piazza Gianni Verga, poi via Umberto, via Cimarosa e risale.
Oltre al comune di Catania, quali progetti futuri per Parksmart?
Ci sono dei progetti in altre città, sia al nord Italia sia anche su Roma. La settimana scorsa siamo stati allo Smart City World Congress di Barcellona.
C'è stato un forte interessamento da alcune città estere e anche dalla città di Roma con la quale discuteremo per cominciare a fare un qualcosa anche lì.
Carlo Sciuto è anche presidente di CNA Digital. Come l'associazione riesce ad aiutare le aziende che si occupano del mondo digitale e quali sono le caratteristiche peculiari delle aziende siciliane che si occupano di questo settore?
Il mondo digitale è molto articolato perché comprende aziende che fanno cose molto diverse fra di loro. C’è l'azienda come la nostra che si occupa di ricerca scientifica nella computer vision e che si occupa di gestionale, c’è chi fa rivendita di pc oppure assistenza sui pc, o chi fa anche web marketing. Da circa quattro mesi abbiamo creato una rete di imprese fra le imprese del digitale associate alla CNA, proprio per dare una presenza più massiva sul mercato. Mettiamo insieme delle professionalità che anziché andare in contrasto fra di loro vanno a completarsi in maniera complementare. Tant’è vero che l'abbiamo chiamata SinergIA, con l'evidenza della IA finale che sta per intelligenze artigianali, non artificiali, appositamente per creare un contrasto col mood in questo momento che è dell'intelligenza artificiale.
Quanto la politica regionale riesce a soddisfare davvero i bisogni delle aziende digitali?
Noi abbiamo vissuto in prima persona l'evoluzione delle politiche anche regionali relativamente alle aziende che fanno innovazione perché la nostra azienda è nata su un progetto che allora fu finanziato da Invitalia e subito dopo abbiamo cominciato a partecipare a progetti a bandi regionali. L'handicap di questo tipo di attività è quello di modi un po' farragginosi. Non sempre i bandi aiutano le imprese alla partecipazione.
Non è facile, ma chi scrive i bandi dovrebbe forse stare un po' più a contatto con le aziende e capire quali sono veramente le difficoltà.











