
I dati raccolti dallo Stromboli hanno conquistato l’attenzione del convegno mondiale di vulcanologia di Ginevra. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha presentato i risultati di cinque anni di osservazioni ravvicinate, resi possibili da SKATE, un osservatorio portatile grande quanto una valigia che consente di ottenere in modo rapido e sicuro una quantità di dati sincronizzati senza precedenti.
Il sistema – sviluppato nell’ambito del progetto dipartimentale UNO – registra simultaneamente immagini ad alta velocità, calore e suono. Tutti i sensori sono racchiusi in una struttura compatta e impermeabile, trasportabile a spalla fino ai crateri attivi.
SKATE funziona in autonomia, alimentato da pannelli solari e batterie sostituibili. Un PC integrato coordina una termocamera e una telecamera ad alta velocità che si attiva solo quando la temperatura aumenta bruscamente, evitando di saturare la memoria – fino a 6 terabyte – e riducendo i consumi. Le versioni più recenti includono ottiche migliorate e software aggiornati per accelerare l’elaborazione delle riprese.
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Foto di Piergiorgio Scarlato e Jacopo Taddeucci
Il debutto è avvenuto a Stromboli nel maggio 2022, con nuove campagne di acquisizione nell’ottobre 2022 e nel maggio 2023. Le osservazioni hanno fornito informazioni dettagliate sulla dinamica delle esplosioni e sull’impatto delle eruzioni sull’ambiente e sulle infrastrutture.
Dopo Stromboli ed Etna, SKATE è stato testato anche sui vulcani Fuego e Santiaguito in Guatemala. Prossimamente sarà impiegato sul Monte Yasur a Vanuatu, noto come “Faro del Pacifico” per la sua attività quasi continua di lava e gas incandescenti.
Grazie a SKATE, l’INGV riduce al minimo la presenza del personale in aree ad alto rischio, riducendo al minimo il tempo che i ricercatori devono trascorrere sui pendii del vulcano.










