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Pil in aumento, occupazione in crescita, consumi in ripresa e imprese che ci provano. La Sicilia mostra segnali di ripresa economica nel primo semestre 2025, ma dietro i numeri positivi restano fragilità strutturali che limitano una crescita stabile e consolidata. È quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale del report della Banca d’Italia “L’economia della Sicilia”.
Il Pil regionale è cresciuto dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, superando la media del Mezzogiorno e quella nazionale. Crescono anche occupazione e tasso di attività, mentre i redditi delle famiglie e i consumi registrano un incremento. I depositi bancari di famiglie e imprese mostrano un trend positivo. Inoltre quasi il 90% delle imprese siciliane prevede di chiudere il 2025 in utile, con una dotazione di liquidità superiore a quella dell’anno precedente.
“I dati di Bankitalia confermano quanto già evidenziato da diversi istituti di ricerca: la Sicilia cresce oggi più della media nazionale, guidando la ripresa economica del Paese”, commenta il governatore della Sicilia Renato Schifani, parlando di un’Isola in trasformazione come “la locomotiva del Mezzogiorno”.
Eppure non tutto è positivo. Il tessuto produttivo resta dominato da piccole aziende, spesso con accesso al credito limitato. I prestiti bancari alle imprese, a giugno 2025, mostrano una contrazione dell’1,1% su base annua, in particolare proprio tra le piccole imprese, soprattuto manifatturiere e nel settore edilizio. Le medio-grandi imprese invece, registrano prestiti stabili o lievemente positivi.
I tassi sui prestiti restano sopra la media nazionale. Il tasso annuo effettivo sulle operazioni correnti è 6,5% a giugno 2025 (era 7,2% a dicembre 2024), mentre il tasso annuo effettivo globale per prestiti a fini di investimento è 5,0% (era 5,7% a dicembre 2024), 0,7 punti sopra la media nazionale.
Nel settore delle costruzioni, il volume complessivo dei lavori rimane stabile grazie ai cantieri pubblici e ai progetti PNRR, mentre l’edilizia privata registra un leggero calo delle ore lavorate. La redditività e il fatturato variano tra settori e dimensioni aziendali, con performance migliori nelle imprese più grandi.
I crediti deteriorati alle imprese diminuiscono leggermente, ma restano a livelli superiori alla media nazionale.










