
Il maxi appalto per la riqualificazione della zona industriale di Catania procede a passo spedito, ma sarà decisivo vigilare sull’effettiva esecuzione e sui collaudi.
Un progetto ambizioso ma da monitorare
In tempi che l’amministrazione comunale definisce “record”, la Direzione Lavori Pubblici guidata da Fabio Finocchiaro ha portato a termine progettazione, gara e aggiudicazione dei lavori per la riqualificazione dell’area industriale.
Un intervento da 50 milioni di euro, finanziato con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, destinato a rivoluzionare la viabilità e l’assetto ambientale del più importante distretto produttivo della Sicilia orientale.
Ma, al di là degli annunci entusiastici, la vera sfida inizierà con l’apertura dei cantieri.
Perché un’opera di tale portata, aggiudicata con ribassi superiori al 30%, impone una vigilanza costante e verifiche serrate in corso d’opera, pena il rischio che l’entusiasmo si trasformi nell’ennesima occasione mancata.
Sette lotti per rifare 50 chilometri di strade
Il progetto è suddiviso in sette lotti funzionali che interesseranno circa 50 chilometri di viabilità comunale, con l’ultimo lotto dedicato alla manutenzione idraulica e ambientale, per prevenire gli allagamenti che ciclicamente paralizzano le attività produttive.
Previsti il rifacimento completo del manto stradale, nuovi marciapiedi, segnaletica, guard-rail, dissuasori, pulizia dei canali di scolo e bonifica delle aree invase da vegetazione e rifiuti.
Un piano che, sulla carta, dovrebbe restituire dignità e funzionalità a un’area da anni simbolo del degrado infrastrutturale.
Ribassi elevati, serve attenzione sui materiali e sui tempi
La gara, avviata il 17 ottobre 2025, ha attirato centinaia di imprese da tutta Italia, con offerte che hanno registrato ribassi medi del 32%.
Un dato che fa riflettere: se da un lato comporta un risparmio per l’amministrazione, dall’altro impone un controllo rigoroso sulla qualità dei materiali, sulla tenuta dei cronoprogrammi e sulla correttezza dell’esecuzione.
Le esperienze del passato insegnano che ribassi eccessivi possono tradursi in lavori incompleti, varianti continue e, nei casi peggiori, contenziosi e degrado anticipato delle opere.
Ottimismo istituzionale, prudenza tecnica
Il sindaco Enrico Trantino, che ha mantenuto la delega alla Zona Industriale, ha definito l’intervento “un risultato straordinario” e “un segnale di efficienza amministrativa”.
Anche l’assessore Sergio Parisi ha parlato di “trasformazione concreta” e “sinergia tra Comune, Regione e Governo”.
Parole positive, certo, ma che dovranno trovare conferma nei fatti, nei collaudi e nelle certificazioni di regolare esecuzione.
Ma le intenzioni non bastano
L’intervento non pesa sul bilancio comunale e rientra nell’Accordo per la Coesione firmato tra Comune, Regione e Governo nazionale.
La tabella di marcia prevede la conclusione entro il 2027, ma — come ben sanno le imprese e i cittadini — la vera prova sarà sul campo.
Solo una vigilanza continua da parte degli uffici, degli organi di controllo e delle stesse aziende insediate potrà garantire che l’imponente investimento non resti l’ennesimo capitolo di buone intenzioni.
Perché in Sicilia, spesso, il problema non è fare i bandi ma farli bene fino in fondo.










