Di seguito la seconda delle due parti che compongono la pagina di SudHitech nella versione cartacea di SudPress che trovate in varie edicole e bar della città.

La Sicilia è già tra le prime regioni italiane per produzione di energia da fonti rinnovabili, ma sull’eolico offshore si prepara a giocare una partita diversa. La provincia di Trapani, con 11,2 gigawatt di richieste di connessione è nel 2024 la prima in Italia. Sono 36 le richieste in tutta la Sicilia per 26,7 GW e in generale l’Isola, insieme a Puglia e Sardegna, coprono da sole il 79% della potenza complessiva.
Numeri che, letti insieme al decreto che individua Augusta come hub strategico per la filiera eolica marina e al quadro delineato dal report di Legambiente “Finalmente eolico offshore”, mostrano la dimensione di una trasformazione che non riguarda solo l’energia, ma anche occupazione, industria e competitività.
Il mar Mediterraneo si avvia a diventare una delle aree di maggiore sviluppo per l’eolico offshore. Evitando le installazioni a fondazioni fisse, la tecnologia galleggiante consente di spostare gli impianti in zone più distanti dalla costa, dove i venti sono più forti e costanti. Le turbine, ancorate ai fondali con sistemi di catene e tiranti, ampliano così il potenziale produttivo.
All’estero l’evoluzione è già in atto. Secondo i dati dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili - Irena - citati da Legambiente, a fine 2024 la potenza installata nel mondo era di 79,4 GW, in 18 Paesi. La Cina è in testa (39,1 GW) e l’Europa a quota 35,6 GW. Nel vecchio continente guidano Regno Unito (14,7 GW), Germania (9,2) e Olanda (4,7). L’Italia resta invece fanalino di coda, con un unico impianto a Taranto da 30 MW.
Si cerca comunque di correre ai ripari e i progetti in fase di autorizzazione sono numerosi. Legambiente ne conta 93 nel 2024, distribuiti in dieci regioni per un totale di 74 GW. La Sicilia da sola propone 25 iniziative, pari a 1.359 turbine e 20.593 MW. Quasi tutti gli impianti previsti sono di tipo galleggiante, con una distanza media dalla costa di 32,7 chilometri: il più lontano, denominato Sicilia B, a largo delle coste meridionali siciliane nello Stretto di Sicilia, arriva a 124 chilometri.










