Di seguito la prima delle due parti che compongono la pagina di SudHitech nella versione cartacea di SudPress che trovate in varie edicole e bar della città.



Il porto di Augusta è, insieme a Taranto, scalo prioritario per ospitare il polo strategico nazionale dell’eolico offshore. Così si vuole trasformare Augusta in un centro industriale capace di ospitare la progettazione, la produzione e l’assemblaggio delle piattaforme galleggianti e delle componenti elettriche collegate. Si tratta di strutture che consentono di installare impianti eolici in mare aperto così da sfruttare la maggiore potenza del vento.
La scelta del governo è contenuta nel decreto interministeriale che individua le aree demaniali marittime idonee allo sviluppo di hub cantieristici offshore per il rafforzamento della filiera industriale nazionale nel settore delle energie rinnovabili marine. "L’eolico rappresenta una grande opzione in materia di energia pulita e coniuga a ciò innegabili vantaggi ambientali in quanto le turbine non vengono più ancorate al fondale ma gli impianti sono galleggianti e molto a largo. Inserirsi proattivamente in questo importante tema europeo porterà tanto lavoro e tanta innovazione in Sicilia”. È quanto afferma il presidente dell’Autorità portuale della Sicilia orientale, Francesco Di Sarcina.
Augusta ha risposto all’avviso pubblico del Ministero dell’Ambiente e delle Sicurezza energetica presentando un progetto del valore di circa 50 milioni di euro per interventi in due aree del porto per complessivi 257mila mq. Dall’ammodernamento della banchina nell’area nord del porto commerciale di Augusta, a quello dell’area di Punta Cugno e del Pontile Consortile. Dalla realizzazione di una nuova banchina (Wet Storage) al dragaggio dei fondali di Punta Cugno per cui è prevista anche una bonifica bellica allo smaltimento di materiale inquinato. A Punta Cugno verranno realizzati gli spazi per la produzione e l’assemblaggio dei cosiddetti floater, con una nuova banchina di raccordo e il dragaggio della zona antistante.
Nell’area nord del porto commerciale si svolgeranno le fasi di integrazione dei componenti, le prove in acque protette e il salpamento verso i siti di installazione, con il consolidamento del piazzale per consentire l’utilizzo di una gru ad anello di grandi dimensioni. Infine, il pontile consortile sarà destinato allo stazionamento temporaneo dei moduli durante le fasi intermedie di montaggio.
Il cronoprogramma prevede la conclusione dei lavori nell’area nord del porto commerciale entro il 2026, mentre per Punta Cugno e i dragaggi la scadenza è fissata al 2027. Va considerato però che siamo ancora alle fasi preliminari dell’intero progetto governativo. Il decreto dello scorso luglio, il cosiddetto Decreto Porti, è oggi al vaglio della Corte dei Conti. Solo dopo la registrazione seguirà un nuovo decreto che stabilirà come ripartire le risorse (78,3 milioni di euro) tra i porti coinvolti. Resta da capire se i fondi saranno concentrati esclusivamente sui due prioritari, Augusta e Taranto, o divisi anche con Brindisi e Civitavecchia, classificati come idonei.
"Quello di Augusta è un grande progetto e una grande opportunità per la Sicilia – spiega il presidente Francesco Di Sarcina – ma senza l'intero finanziamento richiesto non si può raggiungere nessun obiettivo previsto. Noi infatti abbiamo partecipato con un progetto equilibrato e coi piedi per terra, perché abbiamo le carte in regola per portare avanti questo obiettivo purché pervengano le risorse che abbiamo richiesto”.
Il porto di Augusta, è già oggi nodo “core” della rete transeuropea dei trasporti TEN-T, dispone già di oltre 1,5 milioni di metri quadrati di aree demaniali e di uno specchio acqueo protetto di quasi 23 milioni di metri quadrati, con fondali profondi fino a 24 metri.










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