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Passi avanti nella stabilità del servizio energetico in Italia.
Il 30 settembre si è svolta la prima asta del MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico), finalizzata ad aumentare la capacità di accumulo dell’energia nel Sud e nelle Isole. Sono stati assegnati 10 GWh, pari al fabbisogno previsto, con in Sicilia i vincitori Eni Plenitude Storage Italy S.r.l. e Scara Energia S.r.l..
Gli impianti selezionati, basati su batterie agli ioni di litio, entreranno in esercizio nel 2028. Avranno il compito di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso e di rilasciarla quando la domanda supera la produzione, contribuendo anche ai servizi di dispacciamento, cioè quei servizi che mantengono l’equilibrio tra produzione e consumo e garantiscono la stabilità della rete elettrica.
Il decreto legislativo 210/2021 ha introdotto il MACSE per integrare le rinnovabili e gestire in modo efficiente i picchi di produzione, quando l’energia generata supera la domanda. Il meccanismo permette di acquisire nuova capacità di accumulo attraverso contratti di lungo termine assegnati tramite aste competitive organizzate da Terna, riservate a operatori titolari di nuovi sistemi di stoccaggio.
L’asta ha registrato un forte interesse: le offerte hanno superato di oltre quattro volte la capacità richiesta. Il prezzo medio ponderato di assegnazione è stato di 12.959 €/MWh-anno, con differenze per area: 14.566 €/MWh-anno nel Centro Sud, 12.146 €/MWh-anno in Sud e Calabria, 15.846 €/MWh-anno in Sicilia e 15.029 €/MWh-anno in Sardegna. Tutti i valori restano molto al di sotto del premio di riserva fissato a 37.000 €/MWh-anno.
La prima asta è stata articolata in quattro aree territoriali, ciascuna con quantitativi minimi e massimi da approvvigionare. Secondo Terna, i risultati confermano la riduzione dei costi delle tecnologie di accumulo e la maturità crescente del settore, coerenti con le previsioni sull’evoluzione del mercato.
La capacità di stoccaggio acquisita tramite il MACSE sarà determinante per integrare le fonti rinnovabili non programmabili e per fornire i servizi di dispacciamento necessari a mantenere affidabile il sistema elettrico nei prossimi anni.
“Gli esiti dell’asta evidenziano una grande competizione e un forte interesse da parte del mercato. Si tratta di un volume di investimenti stimabile in circa un miliardo di euro, che permetterà di migliorare l’integrazione delle rinnovabili”, ha commentato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna.
“Le prossime aste seguiranno l’evoluzione della generazione rinnovabile e dello sviluppo della rete: dal 2023 a oggi sono già entrati in esercizio oltre 17 GW di nuovi impianti FER. Terna lavora per garantire una rete elettrica sempre più resiliente, intelligente e sostenibile”.










