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Per la prima volta nel Mediterraneo centrale gli tsunami vengono studiati direttamente in mare aperto. Finora l’allerta tsunami era basata su reti sismiche terrestri, mareografi costieri e modelli previsionali: strumenti efficaci ma che non misurano l’onda mentre si propaga lontano dalla costa. Le nuove boe “DART-like” del progetto MEET, finanziato dal PNRR e coordinato dall’INGV, colmano questa lacuna, consentendo di raccogliere dati in tempo reale sulle variazioni della colonna d’acqua, anche di pochi centimetri.
I sensori sono stati posizionati sul fondale a 2.600 e 3.200 metri di profondità nello Ionio, davanti alle coste tra Catania, Augusta e Capo Passero da un lato, e le coste ioniche calabresi dall’altro. Le boe si trovano in parte del bacino che comprende lo Stretto di Messina, ma non coincidono con l’area prevista per il ponte sullo Stretto, che sarà realizzato più a nord nel canale. I dati rilevati dai sensori viaggiano via modem acustico fino alla boa di superficie, che invia le informazioni tramite satellite al Centro Allerta Tsunami (CAT-INGV) a Roma.
Il sistema funziona a due modalità: in condizioni normali invia pochi dati all’ora, sufficiente per tracciare l’andamento ordinario del mare; se il sensore registra un’anomalia significativa, la frequenza delle trasmissioni aumenta automaticamente, permettendo di analizzare immediatamente le informazioni.
Le prime due boe sono state installate tra il 9 e il 17 settembre 2025: una a 3.200 metri di profondità, l’altra a 2.600 metri. L’area è nota per la sua sismicità storica, rendendo strategico il monitoraggio delle coste siciliane e calabresi.
L’appalto per la fornitura e l’installazione dei tre sistemi “DART-like” è stato aggiudicato alla società Mediterráneo Señales Marítimas per circa 2,3 milioni di euro. Il progetto prevede ulteriori installazioni nel Mediterraneo per rafforzare la rete nazionale di allerta tsunami.
I dati raccolti confluiscono al Centro Allerta Tsunami, dove vengono elaborati con modelli sismici e idrodinamici, per fornire valutazioni tempestive e migliorare la protezione delle coste italiane e mediterranee.











