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“La gestione dei rifiuti in Sicilia è da decenni caratterizzata da ritardi, inefficienze e scelte programmatiche incongruenti, che hanno determinato non solo un arretramento rispetto agli obiettivi ambientali fissati dall’Unione europea e dalla normativa nazionale, ma anche un aggravio ingente e sistematico per la finanza pubblica e per i cittadini”.
E ancora. “La Regione siciliana, anziché guidare la transizione verso l’economia circolare, continua a puntare su scelte impiantistiche costose, obsolete e contrarie ai principi europei, scaricandone gli oneri sulle comunità locali. Questo non è un percorso di modernizzazione, ma una reiterazione di errori già denunciati da decenni”.
Non usano mezzi termini le associazioni Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia e Federconsumatori Sicilia. Le accuse sono scritte nella relazione tecnica depositata alla Corte dei conti – Sezione di controllo per la Regione siciliana che con Deliberazione n. 214/2025/GEST apre al contraddittorio in risposta alla “Bozza di referto sulla gestione del ciclo dei rifiuti nella Regione siciliana, sull’economia circolare e, in generale, sulle azioni a tutela dell’ambiente e di manutenzione e di valorizzazione del territorio”.
Insomma la Corta dei Conti controlla il ciclo dei rifiuti in Sicilia e prima di “chiudere il caso” e arrivare a verdetto chiede agli uffici regionali interessati delle delucidazioni e dà la possibilità a chi vuole di dire la sua. E le associazioni sì che emettono un verdetto: la politica siciliana in tema di rifiuti è fatta di incoerenza, mancanza di visione e rispetto delle leggi nonché produce un danno economico e ambientale. “La gestione commissariale si protrae ininterrottamente da oltre vent’anni”, sottolineano.
Ogni scelta è, in pratica, osteggiata, a cominciare della scelta di costruire due termovalorizzatori. Secondo le associazioni “non rispetta la gerarchia dei rifiuti e tende a privilegiare tecnologie di recupero energetico e impianti di trattamento meccanico-biologico, piuttosto che la diffusione capillare di impianti per il recupero di materia, quali impianti di selezione avanzata, impianti di riciclaggio meccanico e chimico, compostaggio e biodigestione per la frazione organica”.
La Regione continua a sostenere le sue decisioni e annuncia trionfante che Invitalia ha aggiudicato la gara per la progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania. Se ne occuperà il raggruppamento temporaneo composto da Crew Srl (mandataria), Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l'ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl.
Avranno a disposizione 150 giorni e quasi 22 milioni di euro, per la progettazione di fattibilità tecnico-economica (Pfte), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (pef) di massima. Le risorse complessive destinate alla realizzazione dei due impianti provengono dall’Accordo per la coesione.










