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Da oggi, 5 settembre, si supera metaforicamente la linea rossa che indica che la quantità di plastica prodotta a livello globale ha raggiunto la soglia oltre la quale non è più possibile gestirla in maniera sicura ed efficace. È il Plastic Overshoot Day. Da domani, ogni flacone, bottiglia o sacchetto rischia di finire disperso nell’ambiente. Secondo il WWF, sono 72,1 milioni di tonnellate di plastica a rischio di non essere correttamente gestite.
L’obiettivo globale dovrebbe esser quindi quello di ridurne il consumo e migliorarne il riciclo. Per questo motivo il WWF Italia promuove la Plastic Free Week, con consigli pratici e informazioni utili per limitare l’impatto della plastica sulla vita quotidiana e sull’ambiente.
La Sicilia, nel 2023, con 4,8 milioni di abitanti distribuiti in 391 comuni, ha raccolto 102.869 tonnellate di plastica, in aumento rispetto alle 99.462 tonnellate del 2022. I dati sono del XIV Rapporto ANCI-CONAI 2024.
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La quantità media pro capite ottenuta con la raccolta differenziata è di 21,62 kg. Catania con 24,32 kg pro capite è la migliore delle tre città metropolitane. Messina si ferma a 15,52 kg/ab, Palermo a 16,40 kg per abitante. Insieme alla Sicilia solo poche altre regioni italiane, tra cui Liguria, Umbria e Basilicata, registrano trend simili. Nel resto d’Italia la raccolta pro capite diminuisce.
Ma cosa succede alla plastica dopo la raccolta? Una volta arrivata nei centri di selezione, macchinari ottici, separatori balistici e correnti d’aria distinguono le diverse plastiche e scartano le frazioni non riciclabili.
La plastica selezionata, la più pulita, può essere avviata al riciclo meccanico ovvero trasformata in granuli o scaglie che diventano nuovi imballaggi, fibre tessili o componenti industriali. Le plastiche più contaminate o miste passano al riciclo chimico: scomposte in molecole base da riutilizzare nella produzione di plastica vergine.
Quando la plastica non è riciclabile, può essere usata come combustibile nei termovalorizzatori, recuperando energia termica ed elettrica. Non è considerato riciclo in senso stretto, ma recupero. Ogni fase della filiera influenza la qualità e la quantità di plastica effettivamente riutilizzata.










