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L’intelligenza artificiale minaccia l’editoria indipendente: una sfida per la democrazia, la visione di Bi

31-08-2025 07:00

Pierluigi Di Rosa

AI e tecnologie immersive, Flusso,

L’intelligenza artificiale minaccia l’editoria indipendente: una sfida per la democrazia, la visione di Biagio Semilia presidente FED

Difendere l'informazione libera ed indipendente significa difendere la libertà dei cittadini

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Il controllo delle notizie non può essere lasciato agli algoritmi: difendere l’informazione significa difendere la libertà dei cittadini, la qualità del dibattito pubblico e la partecipazione consapevole alla vita sociale.

 

L’analisi di Biagio Semilia su Innovation Island

Più che un articolo, da leggere non solo gli addetti ai lavori, è un vero e proprio saggio quello pubblicato su Innovation Island,  firmato da Biagio Semilia, presidente della Federazione Editori Digitali, editore di Blogsicilia e CEO di Digitrend, tra i massimi esperti di comunicazione digitale.

 

Semilia lancia un allarme preciso e documentato: il futuro dell’editoria informativa indipendente è appeso a un filo, stretto nella morsa di logiche economiche che privilegiano le piattaforme globali a scapito dei produttori di contenuti. 

È un monito che riguarda da vicino anche il Gruppo Sudpress, aderente alla Federazione e parte attiva nel dibattito sulla tutela dell’informazione libera, che da sempre considera la pluralità e la trasparenza delle notizie un presidio irrinunciabile della democrazia.

 

Il nodo cruciale dello “zero click”

Cos’è lo “zero click”? È la pratica con cui i motori di ricerca, i social e le intelligenze artificiali restituiscono direttamente risposte agli utenti, senza che questi debbano visitare i siti di chi ha prodotto l’informazione. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un mutamento radicale nelle dinamiche di fruizione delle notizie.

Questo comporta almeno due conseguenze gravi e immediate:

crollo delle risorse economiche per gli editori, privati delle entrate pubblicitarie e della possibilità di investire in giornalismo di qualità;

rottura del rapporto di fiducia tra lettori e testate, con la fonte che diventa invisibile e l’informazione appiattita in un contenitore indistinto e impersonale gestito da algoritmi.

A lungo termine, queste dinamiche possono portare alla desertificazione del panorama informativo, con poche fonti autorevoli schiacciate da un oceano di contenuti superficiali e non verificati.

 

Perché la questione riguarda la democrazia

Un sistema democratico non sopravvive senza un’informazione libera, plurale e verificata. Se la produzione e la distribuzione delle notizie vengono delegate solo alle logiche algoritmiche delle big tech, il rischio è che la società perda la bussola, affidandosi a contenuti modellati per massimizzare i profitti pubblicitari piuttosto che per garantire la verità.

L’informazione non può diventare una semplice merce subordinata a interessi commerciali. Privata della sua funzione critica, essa smette di essere uno strumento al servizio del cittadino e diventa un prodotto confezionato per alimentare bolle informative e polarizzazioni sociali.

 

Strategie urgenti per editori e istituzioni

Biagio Semilia individua due fronti su cui agire subito e in maniera coordinata:

  • politico-istituzionale: i governi nazionali e l’Unione Europea devono regolamentare l’uso dell’AI in rapporto ai diritti d’autore, alla remunerazione equa dei contenuti e alla corretta circolazione delle notizie. Occorrono normative chiare, sanzioni efficaci e soprattutto la capacità di imporre regole a colossi globali che oggi sfuggono a qualunque giurisdizione reale.
  • editoriale e tecnologico: le testate devono innovare senza perdere la propria identità, investendo in qualità, autorevolezza e riconoscibilità. Ciò significa sviluppare nuovi modelli di business sostenibili, potenziare il rapporto diretto con i lettori, sperimentare format multimediali e rafforzare la formazione professionale dei giornalisti.

 

Solo così, secondo Semilia, si può creare un ecosistema in grado di distinguere l’informazione verificata da quella prodotta automaticamente o diffusa senza controllo.

 

Sul rapporto “editori-istituzioni” la posizione del Gruppo Sudpress, più volte espressa nel corso delle assemblee FED, è più scettica. Le minacce alla libertà di stampa sono ben più antiche e radicate dell'avvento delle varie IA.

 

Il “potere”, qualunque tipo di potere e di qualunque colore esso sia, non ha alcun interesse ad una stampa libera e indipendente da esso, al contrario tenderà sempre ad utilizzare le risorse pubbliche per asservirla o intimidirla e questo rende complicata ogni interlocuzione: alla quale noi preferiamo sottrarci pur rispettando i legittimi sforzi di chi ancora ci crede, preferendo di gran lunga un percorso condiviso con l'imprenditoria sana e produttiva, che, essa si, ha interesse concreto a mantenere presidi di controllo sui meccanismi che regolano concorrenza leale, sostenibilità ed opportunità di crescita compatibile con gli interessi generali.

 

Un appello che riguarda tutti

La difesa dell’editoria indipendente non è un problema di nicchia né un affare che riguarda soltanto i grandi gruppi editoriali. È una battaglia che tocca i cittadini, le istituzioni, le scuole, il mondo della cultura e chiunque creda che la democrazia abbia bisogno di un’informazione trasparente e accessibile.

Difendere i giornali significa difendere il diritto a sapere, a scegliere con consapevolezza, a partecipare in modo informato alla vita politica e civile. Significa opporsi a un mondo dove la verità diventa relativa e manipolabile, e dove l’ignoranza viene travestita da conoscenza immediata.

 

L’informazione come bene comune

Il saggio di Semilia ci ricorda che l’informazione è un bene comune e come tale deve essere preservata, valorizzata e sostenuta. Proteggerla significa preservare la qualità della vita democratica, la trasparenza delle istituzioni e la possibilità per ciascun cittadino di esercitare pienamente i propri diritti.

 

L’intelligenza artificiale può rappresentare una straordinaria opportunità se regolata e usata in modo responsabile, ma non deve mai sostituirsi al ruolo insostituibile del giornalismo indipendente. La sfida è già iniziata, e riguarda il presente e il futuro di tutti noi: istituzioni, editori, giornalisti e lettori.

Il compito ora è chiaro: scegliere se accettare passivamente l’omologazione algoritmica o difendere attivamente la ricchezza e la libertà dell’informazione come pilastro della nostra democrazia.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

SudHitech è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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