
Le startup innovative in Italia stanno vivendo una crescita costante. Continuano a essere più numerose al Nord, ma vivono una particolare accelerazione nel Mezzogiorno, soprattutto a guida femminile. La Sicilia non fa eccezione: è una regione dinamica nel panorama imprenditoriale giovanile e femminile. Secondo l’analisi del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, nel 2024 l’isola conta 578 startup innovative, di cui 98 a guida giovanile e 87 guidate da donne.
Negli ultimi otto anni, dal 2016 al 2024, le startup innovative in Sicilia sono aumentate del 118,9%, contro una media nazionale del 111,6%. Una crescita che testimonia il fermento imprenditoriale della regione. Tuttavia, il contributo delle imprese a guida giovanile è cresciuto solo del 36,1% in confronto alla media nazionale del 66,5%, suggerendo la necessità di ulteriori incentivi per i giovani. Maggiore la crescita per le imprese femminili innovative: 85,1%.
A livello provinciale, Palermo conta il numero più alto di startup innovative, con 224 imprese, di cui 32 a guida giovanile e 34 femminili. Tuttavia, è Catania a distinguersi per la maggiore incidenza percentuale di startup giovanili rispetto al totale delle imprese innovative locali. Con 136 startup innovative, di cui 29 fondate da under 35 e 20 da donne, il capoluogo etneo ha un’incidenza del 21,3% di startup giovanili, superiore alla media regionale (17%) e nazionale (16,9%).
Questo dato indica una maggiore concentrazione di giovani imprenditori rispetto al tessuto produttivo locale, rendendo Catania un polo particolarmente dinamico nell’ecosistema dell’innovazione siciliana.
Messina si attesta invece a 112 startup, con 19 giovanili e 17 femminili, mentre Ragusa, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Trapani ed Enna registrano numeri inferiori, ma in crescita.
Nonostante il Nord Italia continui a concentrare il maggior numero di startup innovative, il Mezzogiorno sta crescendo a un ritmo più sostenuto. Le startup giovanili nel Sud e nelle Isole sono aumentate del 69,1% tra il 2016 e il 2024, superando il 67,5% del Nord e il 60,2% del Centro. Per quanto riguarda le imprese femminili, il Meridione ha registrato un incremento del 175,5%, il più alto tra le macro-aree italiane.
Questo trend positivo fa bene all’economia del Paese ma per consolidare questa crescita e renderla strutturale, è fondamentale continuare a investire in formazione, accesso al credito e politiche di supporto per le nuove imprese.
Lo sottolinea anche il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli: “La crescita e il rafforzamento di queste imprese sono essenziali per far sì che l'economia e l'innovazione italiana tenga il passo con l'Europa e con il resto del mondo”. Ad oggi, continua “Tra tutte le start up esistenti, solo il 6,6% ha fatto scale up, cioè ha superato il milione di euro di fatturato o di capitale sociale tra il 2019 e il 2023. La percentuale è un po’ più alta (12,6%) tra le start up con brevetto in tecnologie strategiche”.











